XXX- <NEW STREAMING SESSION!!> Fanart&FanfictionEROTICHE^RATING ROSSO_HENTAI_*YAOI&ETERO*

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la profezia mai ascoltata, storia di una vita avvolta nel mistero
icon9  view post Posted on 5/4/2009, 14:17P_QUOTE
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snappista/ pervert girl/ deathethers

Group: Pervert girl
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Location: sdrucciolandia/d'estate_little Hangleton, casa Riddle


Status: Offline: ultima azione eseguita il 24/11/2009, 20:09


GENERE: avventura, erotico, romantico
RATING: verde/rosso a tratti
DESCRIZIONE: Omega riceve una lettera scritta con inchiostro verde...!
PERSONAGGI: quelli nel libro più Omega.
LEGGENDA: -...- ( discorsi diretti)
"..." ( pensieri, riflessioni)
NOTA1: questa è la vera storia del mio personaggio...
NOTA2: le scene erotiche non ci saranno subito... ma arriveranno... spero che abbiate pazienza... (soprattutto tu zia!!! ;) :P )

ITALIA, quasi inizio LUGLIO.
-Omega... sveglia! È tardi!- la ragazza si rigirò dall'altra parte del letto per vedere l'ora su un orologio appoggiato sul comodino...effettivamente erano le 10:00 e lei doveva andare a prendere un regalo speciale per la sua migliore amica e c'era solo un posto che però chiudeva...- per tutti i folletti! tra un'ora!!- D'un tratto sveglia si sbrigò a vestirsi: jeans neri con delle leggere scarpe da ginnastica e una maglietta in tinta che lasciava la schiena scoperta, una veloce pettinata ai capelli che poi legò in una treccia e arrotolati sulla nuca come un chignon e tenuti fermi da un bastoncino d'argento con all'estremità una civetta appoggiata su uno spicchio di luna.
Si precipitò in cucina a fare colazione e mentre sua madre gli preparava la colazione andò a prendere la posta appena arrivata.
c'era un malloppo di buste e Omega si mise a leggere che cosa erano... pubblicità, una bolletta, pubblicità, pubblicità, un'altra bolletta e infine una lettera indirizzata a lei scritta con inchiostro verde. Se la mise nella tasca posteriore dei pantaloni, l'avrebbe guardata dopo aver fatto colazione e aver preso il regalo per la Ele. Mangiato veloce veloce prese la bici e appena uscita qualcuno comparve con un sonoro CRAK nella stessa via e si dirigeva verso la casa da dove la ragazza era appena uscita. L'uomo dallo sguardo inscrutabile, con un passo furtivo ma elegante seguito da un mantello nero, suonò alla porta. Quando la donna aprì la porta sospirò e lo fece entrare. nel frattempo Omega aveva raggiunto il luogo, preso il regalo e tornata di nuovo a casa. Appoggiò la bici nel garage contro il muro ed entrò. Non fece in tempo a varcare la soglia che la madre la chiamò - Omega vieni devo parlarti di una cosa e c'è una persona che voglio farti vedere!- incuriosita andò in cucina e vide un uomo che all'arrivo della ragazza nella stanza si alzò in piedi per rivolgerle un cenno di saluto. Omega notò che non era molto vecchio, poteva avere al massimo 35 o 36 anni, era vestito completamente di nero tranne che per una camicia candida sotto la giacca "ma non starà morendo di caldo questo qui, vestito in questo modo? oh, per tutti i fulmini ha anche un mantello! questo non sta bene!" la madre con voce squillante la riportò alla realtà:- siediti, per favore!- seduta si accorse che aveva qualcosa nella tasca che le dava fastidio e si ricordò della lettera, la tirò fuori e appena la madre la vide rimproverò la figlia:- perché non me l'hai fatta vedere questa mattina? quella lettera è una cosa importante...per il tuo futuro! avanti aprila e leggila!- ruppe il sigillo di ceralacca rosso fuoco e lesse il primo foglio con una faccia meravigliata:

cara signorina Riddle,
siamo lieti di informarla che lei è stata ammessa alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.
La preghiamo di mandarci un gufo con la risposta entro il primo Agosto.
Le lezioni inizieranno il primo Settembre.
In allegato troverà il biglietto del treno.
saluti cordialmente
Professoressa M. McGranitt, vicepreside.


-che vuol dire? scuola di Magia?- guardò sua madre e poi lo sconosciuto e fu lui a rispondere:- vuol dire che sei una strega e che dovrai venire in questa scuola per apprendere le arti magiche...tipo questa!- da sotto il mantello estrasse una bacchetta magica nera come i suoi occhi e con un sol tocco trasfigurò il bicchiere di limonata che era sul tavolo in uno stormo di uccellini azzurri! Omega guardò gli uccellini con aria curiosa, che poi tornarono ad essere il bicchiere, poi puntò lo sguardo sulla bacchetta magica e negli occhi dell'uomo e chiese in un sussurro:- tutte le cose strane che succedono sempre quando sono arrabbiata o frustrata sono io a farle senza volerlo?- l'uomo annuì. gli occhi di Omega luccicarono per l'emozione. - Tesoro dovrai andare con lui a prendere gli oggetti che ti occorrono a Londra e ti accompagnerà al treno... Ah, a proposito lui è Severus, Severus Piton!- Omega allungò la mano:-piacere!- e lui la strinse sorridendo appena. -Ti ho preparato tutta la roba, sbrigati a fare i bagagli...- perché? la scuola inizia il 1° Settembre!- allora la madre continuò:- sì ma starai laggiù tutto il mese che rimane di vacanza e poi andrai direttamente alla stazione con Severus e...- ma non poté terminare la frase:-e il compleanno della Ele!- la madre la guardò col suo sguardo che non ammetteva repliche allora Omega sospirò e disse:-almeno le puoi dare il regalo che le ho comprato?- la madre rispose con un sorriso, prese il pacchetto che le porgeva la figlia e le disse di prepararsi che partiva subito.
in dieci minuti la ragazza aveva terminato e portati i bauli di sotto Severus li fece sparire con la bacchetta dicendogli:- penso che sia meglio se non ce li portiamo dietro, ci ingombrano, li ho lasciati ad aspettare nella camera del Paiolo Magico.- Omega guardò il posto dove cinque secondi prima vi erano i suoi bagagli, poi la madre le disse:- tieni questi e quando sarai a Diagon Alley comprati qualche cosa, è il mio regalo di compleanno per te! non prenderti nessuna cavolata siamo intesi?- la ragazza annuì e disse:- va bene mamma!- Ram le sorrise e aggiunse:-mi raccomando, non fare arrabbiare Severus! non voglio sentirmi dire che per tenerti calma ti abbia dovuto trasformare in un rospo o in un altro animale!- annuì molto lentamente come soppesando le parole appena dette dalla madre.
terminati i saluti e le raccomandazioni Severus tese una mano e le disse di afferrarla. Omega sentì il braccio di Severus sfuggirgli e rafforzò la presa: un attimo dopo, tutto diventò nero; si sentì premere da tutte le parti; non riusciva a respirare, come se fasce di ferro le stringessero il petto; le pupille le vennero ricacciate nella testa, i timpani premuti più a fondo nel cranio, e poi... Inghiottì enormi sorsate di aria londinese, Severus la spinse fuori dalla via secondaria in cui erano sbucati ed entrarono in un pub che si chiamava Paiolo Magico.
Senza riuscire a vedersi intorno andarono nel retrobottega e Severus puntando la bacchetta su un mattone di un muro rivelò l'entrata per Diagon Alley!

DIAGON ALLEY

l'arco, che si era formato dallo spostamento dei mattoni, dava su una strada selciata tutta curve, di cui non si vedeva la fine.
Omega si guardò intorno affascinata, osservava le vetrine di negozi che vendevano calderoni di tutte le dimensioni e di tutti i materiali possibili, (addirittura oro massiccio!!) la farmacia, l'emporio del gufo, che vendeva dai gufi selvatici ai barbagianni, a quelli da granaio, bruni e civette bianche. poi vide una vetrina piena di ragazzi da cui si vedeva a mala pena una... - Severus, quella è una scopa?- lui annuì:- la Nimbus 2000, la scopa da corsa più veloce di tutte... ora seguimi e non perderti dobbiamo andare alla Gringott a cambiare il denaro Babbano con le monete dei maghi!- Omega lo scrutò con aria interrogativa"babbani" e come se le avesse letto nella mente Severus rispose:-coloro che non hanno poteri magici come...- si bloccò di botto, era meglio non parlarne lì, troppa gente, quando sarebbero stati in un posto sicuro gli avrebbe detto tutto; in fondo era lì anche per quello. continuò la frase lasciata in sospeso con:-... tua madre- Omega notò però che vi aveva messo troppo tempo a rispondere e notò anche che una strana espressione triste aveva oscurato il suo viso per pochi secondi tornando poi inscrutabile. Omega però aveva visto altre cose interessanti e non ebbe il tempo di chiedere spiegazioni.
infatti in un negozio vide un barile pieno di milze di pipistrello e ricacciò indietro a stento un sorriso osservando Severus da dietro" Speriamo che non si offenda a vedere dei pipistrelli ridotti così, visto che vestito così sembra proprio un pipistrello gigante!! hihihihihihihi!" Severus si girò verso di lei come se sospettasse qualche cosa e Omega riuscì a stento a restare seria, forse non ci riuscì troppo perché l'uomo alzò un sopracciglio per poi tornare a far strada alla ragazza.
Giunsero alla Gringott. Era un edificio bianco come la neve e aveva un portale di bronzo brunito, lì dietro c'era... "cosa era quella strana creatura?" -folletti- rispose Severus prima che lei potesse rivolgergli la domanda. passato il primo portone c'è un'altra porta d'argento con scritto una specie di avvertimento:
straniero, entra, ma tieni in gran conto
quel che ti aspetta se sarai ingordo
perché chi prende ma non guadagna
pagherà cara la magagna
quindi se cerchi nel sotterraneo
un tesoro che ti è estraneo
ladro avvisato messo salvato:
più del tesoro non va cercato.


scambiarono i soldi e Severus gli disse come utilizzarli, dopo di che iniziarono con le compere.
-ok! da dove iniziamo?- chiese la ragazza. Severus ci pensò su:- incominciamo con l'uniforme!- si diressero da Madama McClan: abiti per tutte le occasioni. Severus rimase fuori dicendo che quella donna non le stava simpatica perché trovava sempre qualche cosa da ridire sul suo abbigliamento.
entrata una strega tarchiata e sorridente la accolse e le preparò l'uniforme in qualche minuto. uscita chiese:-ora Seve... posso chiamarti Sev, mi piace di più!- lui gli lanciò un'occhiata penetrante che fece paura all'undicenne, ma poi il viso gli si allargò (strano ma vero) in un sorriso. –d’accordo, però non a Scuola! adesso andiamo al Ghirigoro a prendere i libri-
appena entrarono il libraio salutò Severus:-ah, buongiorno professor Piton! Il libro che aveva chiesto è arrivato proprio qualche minuto fa!- ad Omega gli si aprì la bocca fino a sfiorare il pavimento e Severus vedendola gli appoggiò due dita sotto il mento e gliela richiuse piano:- sei un insegnante?- lui annuì e lei per dispetto non gli rivolse più la parola...come se ne avesse avuto il tempo tra l'osservare tutte le vetrine. presero anche il calderone, una bilancia per pesare gli ingredienti per pozioni e poi andarono in farmacia. Qui ad Omega gli sembrava di essere in paradiso:-Fantastiche!!! quante piante strane non vedo l'ora di incominciare pozioni! Sev chi è l'insegnante?- si girò per guardarlo e vide che la stava fissando già da un po' con occhi che luccicavano di una strana passione:- anche a me piace molto la materia infatti la insegno io!- Omega arrossì lievemente "ma perché poi devo arrossire!" -andiamo, manca la bacchetta! voglio prenderla subito per farti un incantesimo perché non mi hai detto che eri un professore!- uscì dalla farmacia e si diressero da Olivander, sulla strada prese anche il suo regalo di compleanno e come promesso alla madre non comprò cavolate ma un bel gufo nero molto più grande del normale, tipo un corvo, con occhi blu elettrico.
il negozio di Olivander era molto piccolo e vuoto, un vecchio signore andò loro incontro esclamando:- Severus Piton, betulla, corda di cuore di drago 12 pollici 1/2 rigida, un'ottima bacchetta per incantesimi complessi- Sev annuì bruscamente. l'anziano poi si rivolse ad Omega:-si, vediamo... la mano che usi qual è?- la ragazza rispose un po' perplessa:- la sinistra- si voltò e prese delle scatoline allungate:- provi questa nocciolo e crine di unicorno- non fece in tempo a prenderla in mano che lui gliela tolse. -proviamo con biancospino e corda di cuore di drago- ma anche questa non andava. le provò quasi tutte ed Omega era sempre più angosciata"e se non c'è una bacchetta che vada bene, cosa faccio?" e Severus che come al solito sembra capace di leggere nella mente le disse con tono rassicurante:-vedrai che ci sarà una bacchetta per te! e caso mai se non la trovi... bè meglio per me, potrò continuare ad insegnare!- concluse con un sorriso sarcastico che durò poco perché Omega tentò di lanciargli il libro più pesante che aveva con se. Fortuna che Olivander non fosse lì altrimenti avrebbe temuto per l'incolumità del professore. quando tornò aveva in mano una strana bacchetta decorata: era nera con sulla punta un muso aperto di un drago. -11 pollici e 3/4 piuttosto flessibile legno di salice piangente con tracce di sambuco sulla punta e squama di basilisco! è una bacchetta piuttosto particolare e anche piuttosto potente...provi!- quel che accadde dopo fu strabiliante, una cosa mai vista prima: scintille verdi sprizzarono dalla bacchetta e si alzò un vortice a spirale verde intorno a lei. Olivander era sconvolto, non disse niente e li lasciò andare. la coppia tornò al paiolo magico, appoggiarono i libri, l'uniforme e gli altri accessori nella stanza e poi andarono a cenare e Severus incominciò:-c'è una cosa importante che devo dirti!- Omega lo guardò aspettando che parlasse.

PAIOLO MAGICO, il tavolino più lontano di tutti

Omega rimase in attesa osservando l'uomo di fronte a lei che sospirò e incominciò a parlare scegliendo accuratamente le parole per non essere troppo crudele nel dirgli la verità:-abbiamo deciso che era meglio che te ne parlavo da solo senza Ram, non penso che avrebbe resistito a non piangere...ecco... lei...i tuoi genitori sono entrambi maghi...ti prego non interrompermi- disse lui perché Omega dava segno di volerlo interrompere:-Ram... non è tua... madre. Non sappiamo chi siano i tuoi genitori! la tua vita passata è avvolta nel più totale buio! forse col passare degli anni si scoprirà qualcosa...ma per il momento... sappiamo solo questo. La comunità magica ti ha affidato a lei perché la ritenevamo la persona più adatta, ha accettato di accudirti come una figlia e anche se non sei la sua ti vuole un mondo di bene; non devi dimenticarlo!!- Omega annuì, gli occhi lucidi di un pianto trattenuto"e così i miei genitori è come se mi avessero abbandonato!" un brillio pericoloso si accese negli occhi di Omega e Severus spalancò i suoi preoccupato. aveva visto una strana e familiare scintilla rossa balenare per un secondo nelle iridi della ragazza, per poi sparire dietro un velo di malinconia. Omega non toccò più cibo, gli si era chiuso lo stomaco e ogni tanto una calda lacrima sfuggiva dai suoi occhi per scivolare calda e amara sulla sua guancia, sul mento, sul suo collo per poi terminare la sua corsa nel colletto della maglietta. Severus non riusciva a vederla così, soffriva il doppio di lei!"ma perché soffro così per una ragazzina che neanche conosco! di solito non mi lasco commuovere così facilmente!" guardò la ragazza, i suoi occhi neri così sorprendentemente uguali ai suoi ma oscurati ancora di più da quel velo di tristezza... non resistette, non poteva vederla così, si sedette vicino a lei e l'abbracciò. lei chiuse gli occhi, strinse nelle mani un lembo del mantello per riuscire a darsi una calmata. Severus disse in un sussurro:- vieni andiamo a riposare!- così accompagnò la ragazza nella sua stanza ma... Sev si rivolse al padrone della locanda:- Tom dov'è la mia stanza!- l'uomo lo guardò in modo strano e rispose:-quella che le ho mostrato, tutte le altre sono già occupate!- Sev gli lanciò uno sguardo di fuoco e si incamminarono per le scalette diretti alla stanza 26. arrivati fece stendere sotto le coperte la ragazza che lo ringraziò per tutto quello che stava facendo e che gli chiese anche:-tu dove dormi Sev? se non hai un letto?- lui le sorrise e rispose:-non preoccuparti per me! quella poltrona basta e avanza- e indicò una poltrona vicino al freddo camino che non aveva per niente l'aria di essere adatta per dormirci. -secondo starai un po' scomodo...vieni qui no! tanto è grande... e poi non me la sento...ecco... di stare da sola!- e il suo viso si arrossò lievemente. Sev increspò il viso in un sorriso stiracchiato le dette un bacio sulla fronte e si sdraiò sopra le coperte accanto alla ragazza. lei si girò verso di lui e dopo qualche minuto non riuscì più a trattenere le lacrime e i singhiozzi. si avvicinò all'uomo al suo fianco poggiando la testa sul suo petto e lui le circondò le spalle con un braccio. si addormentarono così e al risveglio scoprirono di aver dormito vicini tutta la notte!

MATTINO SEGUENTE

fecero colazione e Severus incominciò a parlargli del mondo della magia. Omega incominciò anche a leggere e provare qualche incantesimo e Severus le spiegava le cose che non capiva e l'aiutava negli incantesimi mostrandogli dove sbagliava.
ogni volta che succedeva qualcosa di particolare mandava un gufo alla madre e una volta il gufo gli ha anche portato i regali delle sue amiche per il suo compleanno, il 27 agosto. Anche Severus gli fece un regalo che lei gradì molto: un ciondolo d'argento con un piccolo smeraldo. quando lo vide gli lanciò le braccia al collo ringraziandolo.
e così arrivò il primo settembre, insieme a Severus, Omega arrivò al binario nove e tre quarti...

1° settembre, ORE 11:00, BINARIO 9 ¾

Omega salutò Sev schioccandogli un bacio sulla guancia e ringraziandolo.
Salì sul treno in uno scompartimento libero e si lasciò cadere sul sedile. Ad un tratto un ragazzo con capelli neri tutti scompigliati e dagli occhi verdi a mandorla entrò chiedendo se poteva sedersi insieme a lei:-Certo!- lui si sedette sul sedile di fronte e allungando una mano disse:- Harry Potter, tu?- Omega prendendo la mano che il ragazzo le porgeva rispose:-Omega Riddle!-
Cadde il silenzio, il ragazzo stava ascoltando la conversazione di una famiglia formata da una donna grassottella e circondata da cinque figli e tutti avevano capelli rossi. Omega riuscì a sentire degli spezzoni di frase tra cui:-...Pensi che si ricordi che aspetto aveva Tu-Sai-Chi?- la madre gli rispose con tono serio:-ti proibisco di chiederglielo, Fred! non ti azzardare a farlo. non c'è proprio bisogno di ricordarglielo il primo giorno di scuola.- ”parlano di lui chissà perché!” e pensando questo gli chiese:- li conosci, sono tuoi parenti?- lui scosse la testa e con voce triste disse:- i miei sono morti, uccisi da un mago cattivo, Voldemort!- Omega, che aveva ascoltato questa storia da Severus che gliel’aveva spiegata in modo che sapesse che ci sono anche maghi che usano i loro poteri per fare male alle persone, sospirò:- non sei l’unico che ha sofferto per colpa sua, Sev mi ha raccontato di Voldemort e dei suoi seguaci! Uccidono i babbani per puro divertimento e non sopportano i maghi che si uniscono in matrimonio con loro... personalmente non capisco! Sai i miei potrebbero aver fatto la stessa fine dei tuoi, non ne ho idea, sono vissuta con una donna babbana e solo un mese e mezzo fa ho scoperto la verità!- nel frattempo il treno era partito e si stava allontanando sempre di più dalla stazione e dalla città quando lo scompartimento si aprì ed entro uno di quei ragazzi con i capelli rossi, il maschio più piccolo che chiese:- Scusate posso sedervi qui con voi? Il treno è tutto occupato!- Harry rispose con un sorriso:-certo, fai pure!- e guardò Omega, lei annuì e lui si sedette accanto a lei dicendo il suo nome:- Ron Weasley!- Omega Riddle!- Harry Potter!-
Ron spalancò gli occhi ed esclamò:-e hai veramente...voglio dire...- e così dicendo indicò la fronte di Harry.
Harry si scostò la frangia per mostrare la cicatrice a forma di saetta. Ron lo guardo fisso fisso:-allora è la che Tu-Sai-Chi...- Harry annuì e precedette la sua domanda:- ma io non ricordo niente solo una gran luce verde, e nient'altro!- Ron era emozionato:-WOW!!!- io sorrisi lievemente e chiesi a Ron:- nella tua famiglia siete tutti maghi?- lui annuì e le chiese della sua:- secondo quello che mi ha detto Sev sono tutti maghi, ma io non gli ho mai conosciuti, potrebbero essere morti, per quel che ne so!- e detto questo appoggiò la testa contro il finestrino.
Poco dopo Harry stava spiegando ai due ragazzi come aveva scoperto di essere un mago:-... e finché Hagrid non me l'ha detto, non sapevo neanche di essere un mago, e ignoravo tutto sui miei genitori o su Voldemort...- Ron trattenne il fiato, Omega gli chiese:- cosa c'è, solo sentir pronunciare il nome di Voldemort ti fa paura?- Ron la guardò con uno sguardo terrorizzato:-avete pronunciato il nome di Tu-Sai-Chi!- e poi rivolgendosi ad Harry:-Avrei creduto che proprio tu, Harry, fra tutti...- ma Harry lo interruppe:- Non sto cercando di fare il coraggioso o cose del genere, pronunciando quel nome, il fatto è che io, semplicemente, non sapevo che non si dovesse fare. capisci che cosa intendo? Ho un mucchio di cose da imparare... scommetto che sarò l'ultimo della classe!!- Omega sorrise e disse:-IDEM!!!- (ma non sarà così_ NDO)
Ad un tratto Omega vide che dalla tasca della giacca di Ron spuntava un animaletto allora gli chiese:-che cos'è quello?- Ron si mise la mano nella giacca e tirò fuori un topo grigio e grasso, profondamente addormentato e alla vista del topo una strana ondata di rabbia invase la ragazza che non riuscì capire il significato di tale rabbia:-si chiama Crosta e non serve a niente; non si sveglia quasi mai. Percy ha ricevuto in dono un gufo da papà, per via che è stato fatto Prefetto, ma i miei non si potevano perm... cioè voglio dire, io invece, ho ricevuto Crosta- Harry e Omega si guardarono, era uno sguardo che parlava da se.
dopo qualche ora arrivò il carrello e Omega balzò subito in piedi:- una brioche di zucca e un pacchetto di gelatine tuttigusti +1, per favore!- disse con un gran sorriso e con lo stomaco che reclamava, pagò e rientrò nello scompartimento. anche Harry si alzò e prese un po' di tutto, allora Ron gli chiese:- fame, eh?- lui annuì e aggiunse vedendo il pranzo di Ron:- facciamo a metà con i dolci... Omega se vuoi prendi anche tu qualcosa!!- lei scosse il capo indicando quello che aveva in grembo. mangiarono, risero e guardarono tutte le figurine che riuscivano a trovare nelle Cioccorane e soprattutto provarono le caramelle tuttigusti + 1... però ad un tratto quando Omega se ne mise in bocca una si alzò di scatto e la buttò fuori dal finestrino con faccia schifata:-Fegato... io odio il fegato!!- i ragazzi risero. le risate si spensero quando un ragazzo entrò bussando chiedendo se avessero visto un rospo, loro scossero la testa e il ragazzo se ne andò disperato. quando la porta dello scompartimento si fu chiusa Ron esclamò:- se mi fossi portato dietro un rospo avrei provveduto a perderlo prima possibile... non che io possa parlare, ho il topo Crosta!- poi prese la bacchetta e disse:-lo sai che George mi ha insegnato a farlo diventare giallo? vuoi vedere?- Harry annuì e Omega disse:- ma è una cosa da livello M.A.G.O. cambiare aspetto alle cose, è difficilissimo!- nello stesso istante sbucò una ragazza dalla porta e chiese:- avete visto un rospo, un ragazzo di nome Neville lo ha perso- loro scossero di nuovo la testa e Omega disse:-glielo abbiamo appena detto...-
-oh,ma state facendo una magia? vediamo... certo come ha detto lei, far cambiare colore a un animale e difficile!- e aspettò. Ron si schiarì la gola:- per il sole splendente, per il fior di corallo stupido topo diventa giallo!- nulla accadde. -sicuro che sia un vero incantesimo, non funziona bene! io ho provato a farne alcuni semplici e mi sono riusciti sempre... ah, a proposito io mi chiamo Hermione Granger, e voi?- Ron Weasley - Omega Riddle - Harry Potter - Davvero? so tutto di te... sei citato in tantissimi libri di storia!!... be’, ora vado, sarebbe meglio se vi metteste le divise, penso che siamo quasi arrivati- e uscì. anche Omega si alzò e decise di andarsi a cambiare. uscita dallo scompartimento vide tre ragazzi, quello al centro era pallido e aveva i capelli biondi gli altri due sembravano guardie del corpo. il ragazzino pallido la urtò volontariamente e disse:-fatti da parte!!- in un modo che ad Omega non piacque affatto. quando tornò nello scompartimento sentì un urlo e questi tre ragazzi scappavano:-cosa è successo?- non avrete mica fatto a botte, vero?- domandò Hermione che era sbucata da non si sa dove. -no è stato Crosta, non noi!-sbrigatevi comunque siamo arrivati, mettetevi le divise!- le ragazze uscirono e aspettarono. all'improvviso il treno rallentò e si fermò alla stazione. usciti un grosso omone urlava:-PRIMO ANNO! PRIMO ANNO DA QUESTA PARTE PER FAVORE!!- i ragazzi lo seguirono in riva ad un enorme lago...

LO SMISTAMENTO

Harry, Ron, Hermione e Omega salirono sulla stessa barchetta e attraversarono il lago nero, da dove videro il castello che era enorme e tutto illuminato. Attraccarono all’altra sponda e furono accolti in Sala Grande per lo smistamento. Dopo che il cappello parlante ebbe cantato una canzone sulle quattro case, la professoressa McGranitt iniziò a chiamare gli studenti che mano a mano si dividevano nei dormitori: Draco Malfoy e i suoi compari furono smistati a Serpeverde mentre Hermione, Neville Harry a Grifondoro. Dopo Harry fu il turno di Omega che si avviò verso lo sgabello, gli sguardi di tutti puntati addosso, lei lanciò uno sguardo al tavolo degli insegnanti dove vi era Severus che le fece un mezzo sorriso di incoraggiamento. Si sedette e la McGranitt le mise il cappello in testa “ anche te una scelta difficile, hai Serpeverde nel sangue, tua madre e tuo padre lo erano, così come il resto dei tuoi parenti... ma non sembra che sia la casa più adatta a te, c’è qualcosa in più...” allora Omega gli chiese”cosa sai della mia famiglia!” lui rispose” è una famiglia molto oscura... certo staresti bene a Serpeverde... molto bene ma... per sapere veramente chi sei forse è meglio Grifondoro!!!-
A Severus gli morì il sorriso quasi accennato che aveva e si rabbuiò” anche lei un Grifondoro,dovevo aspettarmelo, ma perché sono così, non capisco!!” poi un pensiero affiorò nella mente dell’insegnante”no! Non può essere! No, ha solo 11 anni, anche se dimostra sia d’aspetto che psicologicamente di essere una ragazza matura, però… no, no mi rifiuto d credere… non posso…essermi… no, no, impossibile, e perché poi, rifletti Severus!” e, mentre Ron si sedeva al tavolo dei Grifondoro, gli vennero in mente i giorni passati al Paiolo Magico, alle sue risate, al suo sguardo da adulta che poi rivelava a volte il modo di fare di una bambina, quante volte si era perso a guardarla mentre studiava sui libri e quando lei alzavo lo sguardo e si accorgeva che la stava fissando arrossiva leggermente…”ok, mi sono innamorato di una ragazzina…forse perché provo pena per lei…*sospiro*…
(NDO_ah! Allora è per questo che ti sei messo con me? NDS: NONONO!!! All’inizio pensavo così poi ho capito che mi stavo sbagliando,lo sai che sei tutto per me, tesoro! NDO_hihi, quanto mi piaci quando trovi una spiegazione quando faccio finta di arrabbiarmi… NDS ma vai… stavo scherzando… ma la prossima volta che lo fai ti do una punizione che durerà per tutti gli anni che resterai a scuola (si noti la voce melliflua Hihi!) NDO allora lo rifaccio! Non vedo l’ora di stare in punizione con te! NDS*sogghigno*, NDO quanto mi piace quando fa così!!!)
Prenderò una pozione per attenuare questa cosa, sennò non riesco neanche a lavorare, anche se non funzionerà del tutto!” nel frattempo Omega ripensava a quello che le aveva detto il cappello:- una famiglia oscura!- voleva chiedergli cos’altro sapeva dei suoi genitori, voleva sapere la verità! D’un tratto una frase le venne in mente:” la verità è una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela!” allora si chiese” dove l’ho sentita?” i suoi pensieri furono interrotti da un applauso più fragoroso degli altri e dalla comparsa nei piatti di decine di cibi, Omega si servì una braciola di maiale, una salsiccia e patatine fritte e si unì alla conversazione tra Harry e Percy, il fratello maggiore di Ron. – Chi è quello che parla con Raptor?- chiese Harry e Omega e Percy guardarono chi indicava, fu Omega a rispondere:-oh, è Severus, l’insegnante di pozioni! Te ne ho parlato sul treno!- Percy annuì e disse:- Sì, Piton insegna pozioni, ma non gli piace, e tutti sanno che ha un debole per le Arti Oscure, sono anni che aspira al posto di Raptor…alcuni dicono che farebbe di tutto per ottenere la sua cattedra…!-Omega fece una smorfia e disse:- Cavolate! prima di tutto non è vero che la sua materia non gli piace, secondo Severus non farebbe mai niente del genere!- e si girò per osservarlo mentre mangiava, seguì il percorso che faceva la forchetta dal piatto per poi sparire nella sua bocca fine e si immaginò di trovarsi da sola con lui che la teneva fra le sue forti braccia e la baciava... Omega si riscosse dicendosi”non fare la stupida, non gli interessi sei solo una ragazzina!!” tolse lo sguardo da Sev e tornò a mangiare proprio quando l’uomo sentendosi osservato alzava lo sguardo sulla ragazza. Il preside finita la cena annunciò che il corridoio del terzo piano è proibito a tutti gli studenti che non desiderano fare una fine molto dolorosa. Finito il discorso del preside si alzarono e si diressero ai dormitori. Omega si ritrovò nella stanza con Hermione, Lavanda e Calì. Si misero quasi subito a dormire parlando delle lezioni e tutti erano stranamente preoccupati per Pozioni.

IL MAESTRO DELLE POZIONI
Durante la settimana ci furono le lezioni alle quali Omega partecipava con voglia di mettersi alla prova e si rivelò molto dotata in tutte le materie tranne che per storia della magia: aveva sempre trovato difficile ascoltare gli insegnanti a lungo e poi il professor Rüf con la sua voce monotona non migliorava la situazione. Le lezioni della McGranitt per la ragazza erano appassionanti anche se non vedeva l’ora di fare Pozioni. Il professor Vitious che insegnava incantesimi era un mago basso e mingherlino e le sue lezioni non erano troppo pesanti. Quelle di Difesa Contro le Arti Oscure erano piuttosto una barzelletta e sembrava proprio che Raptor avesse preso in simpatia Omega (NDO:-per forza Voldemort aveva capito chi ero e se il suo servo mi trattava male guai a lui, hihihi!)
Il venerdì mattina fu il turno di pozioni. -doppie pozioni con Serpeverde, oggi!- disse Ron. –il direttore della casa di Serpeverde è Piton, e quelli di Serpeverde dicono che lui li favorisce sempre… vedremo se è vero- in quel momento arrivarono i gufi con la posta e tra tutti spiccava il gufo nero con gli occhi blu di Omega, che a dire il vero assomigliava di più ad un corvo, portava tra il becco una lettera scritta con una grafia piccola e rattrappita che Omega conosceva bene. La lesse con impazienza e felicità:
Cara Omega,
so che dopo la lezione sei libera:
ti va se pranziamo insieme?
Voglio sapere com’è andata la tua prima settimana.
Mandami la risposta col tuo gufo.

Solo per te Sev


Omega prese un piccolo foglio di pergamena e scrisse una risposta veloce:

ok, ci vediamo a pranzo
professor Piton! :P Sev!!
XXX
Omega

dette la lettera al suo fidato gufo che senza farsi vedere fece planare dolcemente la lettera tra le mani del professore, che dopo averla letta velocemente fece un sorriso invisibile e lanciò uno sguardo al tavolo dei Grifondoro.

SOTTERRANEI

Piton iniziò la lezione facendo l'appello e quando arrivò al nome di Harry si fermò. - ah, vedo" disse con voce melliflua, "Harry Potter. la nostra nuova...celebrità."(NDO _quanto mi piace, quanto mi piace, quanto mi piace!!!!!...)finito l'appello incominciò con una introduzione all'arte delle pozioni:-Siete qui per imparare la delicata scienza e l'arte esatta delle Pozioni" cominciò. Le sue parole erano poco più di un sussurro, ma ai ragazzi non ne sfuggiva una: come la professoressa McGranitt, Piton aveva il dono di mantenere senza sforzo il silenzio in classe. "Poiché qui non si agita insulsamente la bacchetta, molti di voi stenteranno a credere che si tratti di magia. Non mi aspetto che comprendiate a fondo la bellezza del calderone che bolle a fuoco lento, con i suoi vapori scintillanti, il delicato potere dei liquidi che scorrono nelle vene umane, ammaliando la mente, stregando i sensi... Io posso insegnarvi a imbottigliare la fama, la gloria, addirittura la morte... sempre che non siate una manica di teste di legno, come in genere sono tutti gli allievi che mi toccano" (NDO_ questa parte è eccezionale, ho dovuto mettercela...anche perché sennò Sev mi ammazza!!! NDS_ non è vero!! perché mi metti in bocca parole che non ho detto? NDO_ avanti ammettilo che volevi che ce lo mettessi!!NDS *sospiro*) Hermione ed Omega erano concentratissime, non perdevano una parola di quello che diceva. Hermione addirittura sembrava che stesse per saltare. Piton ruppe il silenzio che si era creato dopo il suo discorso facendo una domanda ad Harry:- Potter, che cosa ottengo se verso della radice di asfodelo in polvere dentro un infuso di artemisia?- Hermione alzò la mano, Omega rispose alla domanda tra se e se" distillato della morte vivente" ma Harry non lo sapeva allora Severus gli chiese:- proviamo ancora. Potter, dove guarderesti se ti dicessi di trovarmi una pietra Bezoar?- Hermione alzò ancora più in alto la mano e Omega sempre tra se e se rispose ma come prima Harry non lo sapeva. io lo guardai mordendomi un labbro "ma perché lo tratta così Sev? che gli ha fatto?". visto che non rispondeva gli chiese ancora:-e...Potter, qual è la differenza tra Acconitum napellus e l'Acconitum lycoctonum?- a questo punto Hermione si alzò in piedi con la mano tesa. Omega la guardo tra il divertito e l'esasperato e si batté una mano sulla fronte. quel che fece Harry dopo la fece del tutto sbiancare! alcuni risero, ma Piton non lo trovava divertente e dopo aver risposto alle sue stesse domande li divise in coppie a fabbricare una semplice pozione per curare i foruncoli, togliendo alla loro casa un punto, ma anche questa non andò bene perché il solito impiastro di Neville aveva combinatone una delle sue. alla fine della lezione si avviarono alla sala comune per mettere via i libri con due punti in meno, Ron tentava di risollevare il morale dell'amico e gli chiese se poteva venire anche lui da Hagrid. Harry annuì e chiese ad Omega:-tu che fai, vieni con noi?- non so adesso vedrò, a pranzo ho un appuntamento, come te con Hagrid specifichiamo, con una persona... vedrò... caso mai ci vediamo la alle 3- lasciati i libri salutò i ragazzi e si diresse verso i sotterranei.
quando bussò la porta si aprì e dentro c'era Severus, seduto su una poltroncina, con un libro di pozioni in una mano e un calice di una strana pozione fumante nell'altra...

STANZA DI SEVERUS

- Guarda chi si vede! era ora che ti facevi viva, sono secoli che non ci vediamo- disse con un sorriso ironico, Omega gli rispose facendogli la linguaccia:-ciao!!!- Severus si alzò, appoggiò il calice sul tavolo e mise il libro nella libreria. Omega si avvicinò al calice e annusò il contenuto all'interno:- che odoraccio, cos'è?- Sev si avvicinò e mentre spostava la sedia e la faceva sedere gli rispose:- una pozione per il mal di testa- si sedette, ne bevve un sorso e quando vide lo sguardo schifato della ragazza sorrise. agitò una mano e sul tavolo apparve del cibo e lui disse:- non so te, ma io ho un po' fame- Omega rise e si servì e dissero insieme:-buon appetito!- dopo qualche boccone Sev gli chiese:- allora com'è stata la prima settimana?-
- le lezioni sono tutte interessanti e come supponevo Pozioni è la migliore, ah bel discorsetto, Hermione per poco non spiccava il volo!-
-già l'ho vista, Potter invece è un totale imbranato!-
-ma perché ce l'hai con lui?-
Sev sospirò:-una lunga storia-
Omega vide il suo sguardo tetro e cambiò discorso:-ma, il professor Raptor da dove viene? non sa nulla di difesa! sei meglio tu! quello che mi hai detto d'estate è sicuramente più interessante delle cavolate che dice lui!- tutto ad un tratto Sev era preoccupato:-come si comporta?- Omega fece spallucce:- Con gli altri, come tutti i professori. a me invece sembra che mi ha preso in simpatia e non so il mot...- -stai attenta a quell'uomo Omega, stai attenta!- lei annuì.
passarono tutto il pranzo a parlare delle lezioni e dei professori. alle 14:30 spuntò una faccia nel camino e quando vide che Severus stava ridendo insieme ad Omega allegramente, non volle disturbarli ma Sev vide la faccia del preside e quando lui se ne accorse con un tono preoccupato gli disse:- Severus devo chiederti un favore, puoi venire nel mio ufficio? oh, buon pomeriggio Omega! com'è andata la prima settimana?- buon giorno professore! è andata bene!- lui sorrise e svanì.
Severus sospirò, si girò e disse:-devo andare, scusa!- Omega disse:- non ti preoccupare, vai pure. ci vediamo poi a lezione!- gli schioccò un bacio sulla guancia ed il cuore di Severus fece una capriola ma lui non se ne accorse a causa della pozione.
percorsero un po' di strada insieme e si divisero davanti al ritratto della Signora Grassa. Entrata si scontrò con Harry e Ron che si dirigevano da Hagrid allora si unì a loro.

STUDIO DEL PRESIDE
-Allora ti stavi divertendo? scusa se vi ho interrotto, non volevo! me ne stavo per andare quando ho visto come eri così sereno da tanti anni! comunque, venendo a cose più importanti- e si fece serio all'improvviso:- Devi continuare a tenere d'occhio Raptor, non mi convince per niente... hai scoperto qualcosa?- Severus annuì preoccupato:- Sembra che abbia preso in simpatia Omega... è una cosa strana!- Silente sospirò:- purtroppo temo che la cosa abbia un senso... ma non possiamo saperlo, dobbiamo aspettare che la ragazza scopra il suo passato da sola... è l'unico modo, lo sai!- Sev annuì, conosceva l'incantesimo ma non ne comprendeva il significato ne chi avesse potuto fare una cosa simile e soprattutto "perché il comportamento di Raptor ha una spiegazione?" (NDO_dubbio amletico!! hihihi!!! sono cattiva? NDS_ ovvio!! NDO _stronzo! scherzo tesoro NDS_ :huh: )

DA HAGRID
-Ti presento Ron Weasley ed Omega Riddle!!-
-Ah, un altro Weasley e... Riddle hai detto?- guardò la ragazza "assomiglia molto... ma no impossibile".
presero tè e biscotti e fecero il resoconto delle lezioni quando Harry parlando di Piton disse:- ma a me, sembrava proprio che mi odiasse!-
-sciocchezze! e perché mai!-
Poi Harry vide il giornale dove si raccontava la tentata rapina alla Gringott:- Hagrid, la rapina alla Gringott è avvenuta il giorno del mio compleanno! forse è successo quando c'eravamo noi... “anzi la camera di sicurezza che i rapinatori avevano preso di mira era stata svuotata il giorno stesso...”- Harry guardò gli amici. Omega alzò le spalle e Ron lo guardò con aria interrogativa ma Hagrid non lo degnò di uno sguardo per paura sicuramente di lasciarsi scappare qualcosa.
in quel momento Omega vide nella sua testa l'immagine di un uomo con due volti ma di cui lei ne vide solo una con due occhi rossi che rideva sadicamente...-OMEGA!- si accorse di essere caduta a terra svenuta, quando si risvegliò i ragazzi e Hagrid erano affianco a lei e Ron gli chiese:- tutto bene?- lei annuì:-sì, tutto bene, penso di aver visto qualcosa che riguarda i miei genitori... ma non riesco a collegare!-
tornarono al castello che era ora di cena.


STUDIO DI RAPTOR
il professore era seduto con in mano un calice di vino elfico che sorrideva soddisfatto di una cosa appena successa...

Sala comune Grifondoro
Dopo cena Omega si diresse insieme a Ron e Harry come sempre nella loro sala comune per portarsi avanti con i compiti ma Omega non riusciva a concentrarsi come si deve, l’immagine di quell’uomo dai due volti e la sua risata crudele rimbombano ancora nelle sue orecchie e nei suoi occhi facendola raggelare. –Omega, qualcosa che non va?- no, niente! Non ti preoccupare Harry!- non starai ripensando di nuovo a quella faccia che hai visto da Hagrid! Sicuramente non centra niente con i tuoi! È impossibile!- Omega sorride:-hai ragione, non centra niente, è troppo diverso da me!- e si rimette a fare i compiti molto più tranquilla anche se non può fare a meno di pensare che è qualcosa che esiste realmente e che sente fisicamente vicino, come se fosse in quel castello e la stesse osservando, aspettando. Ad un tratto un’idea le si stampa in testa”forse è un demone, domani andrò in biblioteca a cercare la sua foto o qualcosa del genere con i poteri e una descrizione...”
La mattina seguente anche se era sabato si svegliò presto per andare in biblioteca. Fece colazione svelta e andò in quell’immensa biblioteca colma di scaffali e di libri. Cercò lo scaffale che parlava di demoni e prese qualche volume ma dopo il terzo libro si era scoraggiata. –uffa!- siamo mattiniere?- si voltò di scatto:-oh ciao... non ti ho sentito arrivare.- scusa se ti ho spaventato.- lei scosse la testa. Severus prese il libro che Omega aveva in mano:-demoni? Come mai?- lei sospirò e gli raccontò quello che aveva visto. –pensi che sia un demone?- cos’altro può essere un mostro del genere? Non sono molte le cose che hanno più di una faccia...- l’hai visto?- ho visto solo una... quella dietro la nuca.- com’era.- lei ci pensò un po’ poi rispose:- aveva due fessure per narici e gli occhi dalle pupille verticali rosse come il sangue. Faceva venire i brividi.- rideva solamente?- Omega annuì:-stava ridendo di una persona...- chi?- non lo so.- Omega si strinse nelle spalle. –non penso che sia un demone... probabilmente hai visto la vera forma del Signore Oscuro adesso... ovunque sia.- spero proprio di no- rabbrividì:- ogni volta che penso a quella faccia mi assale una strana sensazione... come se fosse qui vicino...- Severus la guardò preoccupato. Scosse la testa:- non ci si può far niente...- sei sicuro che sia lui?- lui annuì:-vuoi dire che mi sono alzata presto per venire qui a cercare quella brutta faccia e tu mi dici che sono qui per niente!- lui la guardò quasi sorridendo:-si!- disse semplicemente:-perfetto!- e Omega appoggiò la fronte sul libro aperto davanti a se. In quel momento le voci di Harry e Ron la chiamarono:-Omega sei qui?- si, arrivo!- gridò a loro e poi aggiunse:-devo andare! Ciao- sia avvicinò a Severus e gli dette un bacio sulla guancia. Lui sorrise e la salutò. Il fine settimana trascorse tra i compiti e le passeggiate nel parco ridendo e scherzando. Lunedì erano tutti molto agitati perché quella settimana si sarebbero tenute le lezioni di volo e Harry, Hermione e Neville erano preoccupati. Soprattutto gli ultimi due. Harry aveva paura di rendersi ridicolo di fronte ai Serpeverde e soprattutto davanti a Malfoy visto che avrebbero fatto lezione insieme a loro. Omega credeva che volare con le scope fosse roba da principianti, preferiva il suo metodo:- e come credi di volare senza una scopa?- le chiese Ron scettico:-dopo te lo faccio vedere.- disse con il sorriso sulle labbra e sicura di se. Dopo pranzo si diressero al campo. Appena oltrepassato il portone d’ingresso Ron le chiese:- mi fai vedere come voli senza scopa?- lei annuì e dopo essersi concentrata gli seguì dall’alto piroettando felice nell’aria, senza scopa, con la sola forza del pensiero e poteva andare molto veloce se voleva. Severus che passava di li per andare a raccogliere delle erbe in riva al lago la vide e rimase di sasso. Quanto avrebbe voluto essere li con lei a mezz’aria, tenerla fra le braccia... sentire il suo fine corpo tra le braccia... sentire il suo profumo... “Severus, concentrati! Sei venuto qui per raccogliere ingredienti! Forza!” e si allontana. Omega si rivela una volatrice esperta anche con la scopa come anche Harry che si scopre viene nominato cercatore. Era l’ora di cena. Harry aveva appena finito di raccontare quanto successo a Ron e Omega. Ron era rimasto con un boccone di pasticcio di carne a mezz’aria, Omega aveva la forchetta in bocca e si era dimenticata di toglierla. Mentre parlano di questo fatto arrivano anche i fratelli di Ron: Fred e George che si inserirono anche loro nella conversazione per poi svignarsela per andare da Lee Jordan per un passaggio segreto. Non appena furono scomparsi si presentò qualcuno di molto meno gradito: Draco Malfoy con Tiger e Goyle alle calcagna.
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-l'ultimo pasto, Potter? Stai per prendere il treno e tornare dai babbani?- vedo che sei molto più coraggioso ora che sei tornato con i piedi per terra e hai i tuoi amichetti al fianco- con te sono pronto a battermi in qualsiasi momento, da solo. Se vuoi anche stanotte. Un duello tra maghi. Soltanto bacchette... niente contatto fisico. Be', che cosa c'è? Non hai mai sentito parlare di un duello fra maghi?- certo che ne ha sentito parlare... io faccio l'arbitro per controllare che non ci siano imbrogli.- disse Omega conoscendo le qualità che contraddistinguono un Serpeverde e Ron annuì e si voltò bruscamente:-il sono il suo secondo, e il tuo chi è?- Tiger. Ti va bene a mezzanotte? Ci troviamo nella sala dei trofei che non è mai chiusa a chiave.- e si allontanò. -che vuol dire che sei il mio secondo?- chiede Harry smarrito:-be', il secondo è quello che prende il tuo posto se muori...- ma si muore solo nei duelli fra maghi veri!- aggiunse Omega osservando la faccia preoccupata del ragazzo. -e se agito la bacchetta e non succede niente?- butta la bacchetta e dagli un bel pugno sul naso- suggeriscono Ron ed Omega all'unisono. -chiedo scusa- i ragazzi alzarono lo sguardo. Era Hermione Granger che tentava di convincere Harry a non andare, ma senza successo. Alle undici e mezzo i ragazzi sono pronti per andare nella sala dei trofei ma incontrarono Hermione e poi Neville. Allora tutti quanti andarono insieme all'incontro con Malfoy, ma appena giunti scoprono che Draco gli aveva ingannati perché spunta Gazza che stava cercando qualcuno e Omega sospettava che si trattasse proprio di loro. Iniziarono a correre e scappare da Gazza finché trovarono una porta chiusa che Hermione aprì con la bacchetta di Harry e vi si nascosero dietro. -per un pelo...- sospirò Omega. -crede che questa porta sia chiusa a chiave- bisbigliò Harry. -penso che siamo salvi... e piantala Neville!- infatti era un minuto circa che Neville tirava la manica della vestaglia di Harry. -che cosa c'è?- Harry... guarda!- disse Omega. Harry si girò e così fecero anche gli altri. Si trovavano in un corridoio... anzi il corridoio del terzo piano... quello proibito! Stavano fissando negli occhi un cane a tre teste che mostrava delle enormi zanne gialle. Ad un tratto Omega sentì la porta dietro di se aprirsi e caddero tutti all'indietro, poi Harry richiuse la porta e più veloci che potevano tornarono nella sala comune.
-che cosa lo tengono a fare, un mostro come quello, chiuso a chiave in una scuola?- disse Ron ancora atterrito dalla figura del cane. -se mai c'è stato un cane che ha bisogno di fare del moto, è proprio lui!- allora Hermione col suo solito caratteraccio gli rispose:-ma dite un po', voi non avete l'abitudine di usare gli occhi? Non avete visto dove poggiava le zampe?- il pavimento?- suggerì Harry. Omega scosse la testa:-no, a dire la verità non gli ho guardato i piedi... ero un tantino preoccupata per le sue teste... o forse tu non le hai notate... erano tre!- no, non il pavimento.- continuò Hermione come se io non avessi parlato. -Stava sopra una botola il che vuol dire che fa la guardia a qualcosa... ora se non vi dispiace io me ne andrei a letto prima che a qualcun altro di voi venga la brillante idea di farci uccidere o peggio espellere!- si alzò e andò nel dormitorio delle femmine. -vado anche io ragazzi... ho bisogno di ragionare con calma su questo fatto... buona notte!- notte!- risposero loro in coro.

Edited by omegariddle - 9/5/2009, 14:41

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meno gradito il mio Dracucciolo?? sniff sniff.. bella nipotina!!^^ questa l'avevi messa nche sul sito di HP vero??un baciooo!!^^

 
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hihi!! è già è la prima FF che avevo scritto... adesso non la rifarei così... ma devo pur continuarla e finirla!
SCRITTO ALTRO PEZZO, DOPO I TRATTINI-----
poi vedrò di continuarla. smak!!

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Halloween
la mattina seguente Omega arrivò un po' in ritardo in Sala Grande e non trovò Ron ed Harry a colazione, mangiò in fretta qualcosa e poi corse subito a lezione dove incontrò i due ragazzi che le parlarono dei loro sospetti riguardo all'oggetto che potrebbe custodire il mostruoso cane a tre teste. Alla sera Harry scappò per andare ad un allenamento con Oliver Baston, il capitano della squadra di Quidditch di Grifondoro e Omega e Ron restarono in sala comune a finire di fare i compiti e giocare a scacchi.
La mattina di Halloween si svegliarono grazie ai profumi di dolciumi provenienti dalla cucina che si disperdevano per tutti i corridoi. A lezione d incantesimi Vitious li divise in coppie e li fece esercitare nell'incantesimo di levitazione. A Ron capitò Hermione, a Harry capitò Seamus e ad Omega invece capitò (rullo di tamburi...) Draco Malfoy che non smetteva di stuzzicare la povera ragazza che tentava di concentrarsi e far levitare la sua piuma, cosa alquanto difficile se Draco non le permetteva di farlo. Alla fine si stanca e lo immobilizza con l'incantesimo della pastoia total body e poté ascoltare la conversazione di Ron ed Hermione, seduti di fronte a lei sulla corretta pronuncia dell'incantesimo sorridendo. Poi anche lei finalmente poté concentrarsi e fece levitare la sua piuma con grande soddisfazione del professor Vitious.
Non ascoltò la conversazione di Harry e Ron alla fine della lezione intenta com'era a guardarsi le spalle con la bacchetta in mano per evitare gli incantesimi di Draco Malfoy che si voleva vendicare per la pastoia total body.
Quella sera andarono in sala grande e rimasero stupefatti dalle migliaia di pipistrelli che svolazzavano nella grande sala decorata per l'occasione. Stavamo iniziando a mangiare quando spuntò Raptor che corse verso il tavolo degli insegnanti gridando:-un troll... nei sotterranei.. pensavo di doverglielo dire.- e si accasciò a terra svenuto:-e questo è il nostro insegnante di difesa contro le arti oscure.- disse Omega disgustata mentre il tumulto si alzava intorno a lei. Quando il professor Silente ripristinò il silenzio annuncia:-prefetti riportate i ragazzi nelle rispettive Case, immediatamente!- allora Percy urlò:-Seguitemi! Voi del primo anno rimanete uniti. Non avete ragione di temere il troll se seguite i miei ordini. Fate largo, passano quelli del primo anno. Scusate, scusate, sono un prefetto.- Omega seguì i due ragazzi continuando ad osservare il professor Raptor sdraiato sul pavimento e notò Severus andarsene via furtivo voleva seguirlo ma Harry la strattonò:-Hermione!- si voltò verso di lui:-no mi dispiace ti sei confuso... io sono Omega.- dice sorridendo, poi aggiunge:-sarà meglio andarla a cercare... venite!- Ron si morse il labbro:-e va bene! Ma è meglio che Percy non ci veda.- piegandosi riuscirono a passare inosservati attraverso i vari studenti che si dirigono nelle rispettive case. Avevamo appena passato un angolo che sentimmo dei passi rapidi dietro di noi. Ci nascondemmo dietro ad un grifone di pietra e scoprimmo che non era Percy come aveva pensato Ron ma bensì Severus:-che cosa diavolo sta facendo?- chiese Harry. Scrollai le spalle continuando ad osservare il punto dove era sparito:-sentite, voi andate a cercare Hermione... io devo fare una cosa.- e prima che potessero controbattere uscii dal nascondiglio e mi diressi nella stessa direzione che aveva preso Severus. Il corridoio andava da due parti e senza sapere perché decisi di prendere il corridoio che andava al terzo piano, persi subito le traccie del professore e mi ritrovai in un passaggio segreto dietro ad un arazzo che non sapevo esistesse... o forse si? Spostai appena l'arazzo e quando vidi che non c'era nessuno uscii. Ma in quel momento sentii uno strano rumore alle mie spalle, mi bloccai e mi voltai lentamente tenendo puntata davanti a me la bacchetta. Quando riuscii a vedere il mostro iniziai ad indietreggiare cercando una strategia per tornare sana e salva alla torre. Davanti a me stava un troll di montagna femmina. “il troll si è portato l'amichetta...” il mostro inizia ad avvicinarsi fendendo l'aria con la pesante clava:-ok, mantieni il controllo e cerca le debolezze del tuo nemico. È un troll, immensamente stupido e forte. Gli incantesimi non funzionano su di loro come con i maghi però...- mi guardai intorno e vidi una statua e un'armatura. In quel momento il troll alzò la sua clava per colpirmi ma io feci spostare l'armatura che mi protesse dalla sua furia andando in pezzi tra me e il mostro. Con un altro colpo di bacchetta scaraventai la statua del grifone addosso al mostro. La statua colpì il troll in testa e questo cadde a terra perdendo copiosamente sangue dalla testa, accanto a lui la statua spezzata in due. Rimasi immobile per qualche minuto finché non sentii dei passi avvicinarsi e il vociare degli insegnanti, allora ripresi coscienza di me e tornai da dove ero venuta e mi diressi verso la sala comune. Davanti al ritratto incontrai Harry e Ron che mi spiegarono cosa era successo e io spiegai a loro cosa era successo a me e quando finii di raccontare rimasero a bocca aperta:-l'hai addirittura ucciso?!- annuii:-io non volevo però... comunque non penso che saranno in molti a sentirne la mancanza... meglio che sia morto lui che io... penso.- loro annuirono:-certo! Meglio lui che te!- esclamarono all'unisono. Entrammo senza dare nell'occhio grazie al chiasso e alla confusione della festa che continuava nella sala comune. Da quel momento diventammo tutti più amici e uniti, compresa Hermione.

Il Quidditch
con l'inizio di novembre era iniziato a fare freddo ed era iniziata la stagione di Quidditch. Harry continuava ad allenarsi con la squadra di Grifondoro ed io ed Hermione aiutavamo sia lui che Ron con lo studio ma senza fargli i compiti... sennò era troppo semplice.
Un giorno durante l'intervallo eravamo in cortile seduti intorno ad un fuoco magico di un azzurro splendente. Ero intenta a leggere un libro di pozioni generale per trovare spunti per una ricerca che ci aveva affidato Severus, quando si avvicinò proprio l'insegnante appena nominato. “quando si dice parli del diavolo...” sorrisi appena senza alzare lo sguardo dal libro e ascoltai attentamente:-che cosa nascondi la dietro Potter?- Harry gli mostrò il libro de il Quidditch attraverso i secoli. -è proibito portare fuori dagli edifici scolastici i libri della biblioteca. Dammelo. Cinque punti in meno per Grifondoro.- preso il libro si allontanò. Alzai lo sguardo osservandolo e notando il suo zoppicare. La preoccupazione mi assalì. -questa regola se l'è inventata- borbottò Harry risentito:-mi chiedo che cosa si è fatto alla gamba.- Hermione ed io scuotemmo le spalle mentre Ron disse amareggiato:-non lo so, ma spero che gli faccia molto male.- mi voltai verso di lui e gli detti il libro in testa, poi mi alzai e mi diressi in aula visto che era appena suonata la campanella d'inizio lezione.
Quella sera eravamo come sempre in sala comune, io ed Hermione stavamo correggendo i compiti di incantesimi dei due ragazzi. -che hai Harry? Sembri inquieto.- chiesi io e lui si alzò in piedi e annunciò:-vado a riprendermi il libro.- scrollai le spalle:-se ne sei sicuro.- infatti lui uscì dalla sala comune dirigendosi nella sala degli insegnanti. Poco dopo tornò su:-ci sei riuscito?- chiese Ron ma subito dopo vedendo la strana espressione sul viso di Harry chiese:-cosa è successo?- alzai lo sguardo dal tema e ascoltai il suo racconto. Quando ebbe finito mi alzai in piedi in fretta e furia lasciando tutto sulla poltrona e corsi in sala professori. Entrai col fiatone e vidi la stessa scena che mi aveva descritto Harry. Severus vedendomi copre subito la gamba e fa per alzarsi ma io mi avvicino a lui e gli metto una mano sul petto rimettendolo a sedere, mi inginocchio e scoprendo la ferita vi appoggio una mano sopra. Questa viene circondata da un alone azzurrino e la ferita lentamente si rimargina lasciandoci solo una piccola ed invisibile cicatrice. Severus mi osserva stupefatto finché non si accorge che sto per svenire allora scivolando dalla sedia mi regge tra le sue braccia. Lui alza lo sguardo su Gazza:-nessuna parola con nessuno, Argus.- l'uomo annuisce un po' impaurito dall'espressione dell'insegnante. Mi prende in braccio e mi porta davanti al ritratto della signora grassa al settimo piano, lì davanti incontra Harry e gli altri che mi stavano venendo a cercare. Allora Sev prende qualcosa da una delle tasche del mantello e me lo fa passare sotto il naso. Mi risveglio arricciando il naso:-cosa...? oh- dissi ricordandomi tutto all'improvviso cercando di non guardare Severus negli occhi per paura che possa leggervi l'imbarazzo che provavo nell'essere tra le sue braccia. Mi fece scendere e mi disse gelido:-la prossima volta stai più attenta.- e poi al mio orecchio sussurrò:-grazie.- e se ne andò senza aggiungere altro. -che cosa è successo?- mi chiesero all'unisono. Io sorrisi e scossi la testa:-niente di interessante. Sarà meglio tornare dentro altrimenti se ci trova Gazza rischiamo che ci metta in punizione.- e dopo aver detto la parola d'ordine entrai nella sala comune seguita dagli altri.
La mattina Harry mi disse cosa pensava di quello che era successo ieri visto che io non avevo ascoltato perché ero corsa fuori come un bolide. -non dire fesserie! Non lo farebbe mai! Lo so che non ti sta particolarmente simpatico ma non puoi accusarlo appena possibile senza avere delle prove... e comunque, ripeto, non lo farebbe MAI!- risposi alla sua teoria con scetticismo e sicurezza. -è la stessa cosa che ti ho detto io ieri sera. Adesso ti sei rassegnato alla verità?- lui sospirò e scosse la testa:-pensala come vuoi Harry, è un tuo diritto ma se non hai prove contro di lui allora non serve a niente fare supposizioni.- dissi e poi sorridendo aggiunsi:-mangia, devi essere in forze per la partita, non si da mai abbastanza se non si è fatta una colazione equilibrata.-
Entro le undici eravamo tutti sugli spalti vestiti di rosso e oro a fare il tifo per la nostra casa.
La partita iniziò e subito Grifondoro si porta in vantaggio su Serpeverde e la partita procede tra parate e colpi andati a segno. Dopo pochi minuti arriva anche Hagrid che si siede accanto a noi. Dopo un fallo terribile fatto su Harry la partita ricomincia. Io ho gli occhi puntati su Harry e sono la prima ad accorgermi che c'è qualcosa che non va: la scopa del ragazzo da degli strattoni, poi iniziò ad andare sempre più in alto e a fare capriole a mezz'aria, mi precipitai giù dagli spalti fin fuori dallo stadio e mi diressi volando accanto a lui ma nascosta dalle torrette piene di studenti, se fosse caduto sarei riuscita ad arrivare in tempo per salvarlo. Poi per fortuna la scopa in qualche modo si fermò e lui tornò a sedercisi sopra e scattò in picchiata quando si mise le mani sulla bocca, cadde sul terreno di gioco e tossì... qualcosa di dorato cadde sue mani aperte a coppa: il boccino. Risi talmente forte che quasi caddi dall'aria ma rimasi a mezz'aria a testa in giù ridendo a crepapelle:-e bravo il nostro Harry!- esclamai atterrando accanto a lui mentre tutta la casa si univa a festeggiare.
Noi quattro andammo a festeggiare nella capanna di Hagrid. Ron stava spiegando cosa era successo a me, Harry ed Hagrid. -è stato Piton. Hermione ed io lo abbiamo visto; stava lanciando una maledizione sulla tua scopa, borbottava e non ti levava gli occhi di dosso.-
-stupidate!- disse Hagrid:-e perché mai Piton doveva fare una cosa del genere?- io annuii:-concordo con Hagrid. Non avrebbe mai tentato di uccidere Harry.- ma loro non mi ascoltarono:-ho scoperto qualcosa sul suo conto. Il giorno di Halloween a cercato di eludere la sorveglianza del cane a tre teste. E quello lo ha morso. Crediamo che volesse rubare quello che il cane sorveglia qualunque cosa sia.- Hagrid si lasciò cadere di mano la teiera:-e voi che ne sapete di Fuffi?- guardandoci stupiti dicemmo all'unisono:-Fuffi?- lui annuisce:-si... è mio... l'ho comprato da un tizio, un greco che ho incontrato al pub l'anno scorso... l'ho prestato a Silente per far la guardia a...- ci avvicinammo di più desiderosi ma lui scosse la testa:-no, non chiedetemi nient'altro. È una cosa segretissima.- disse scontroso:-ma Piton sta cercando di rubarlo!- Piton è uno degli insegnanti, vuoi che faccia una cosa del genere?- e io aggiunsi:-smettetela di prendervela con lui!- ma le parole che uscirono dalle mie labbra erano solo un sussurro rabbioso che nessuno sentì. Allora trattenendo le lacrime di rabbia uscii dalla capanna di Hagrid ma fatti gli scalini svenni sul prato.

La faccia continuava a ridere in maniera deliziosamente sadica. Osservai lo specchio dietro di lui e vidi...

mi svegliai di soprassalto sedendomi sul lettino dell'infermeria.
-ah, ti sei svegliata finalmente.- la voce di Madama Chips mi fece scattare la testa nella sua direzione. -quanto sono stata incosciente?- chiesi. -solo per cinque ore. Ora sdraiati che è meglio.- scossi la testa:-devo parlare con il professor Piton o il professor Silente, subito.- faccio per alzarmi ma l'infermiera mi ributta sul letto:-parlerai con loro quando ti avrò dimessa.- ma sono solo svenuta per...- solo svenuta! Stai li, non sei solo svenuta, delle volte ti mettevi a ridere in modo strano e a volte urlavi come se ti stessero facendo del male. Ti sembra che sei solo svenuta. Quando ti hanno portato qui non smettevi di urlare, hanno cercato di svegliarti ma non ci sono riusciti. Per fortuna il professor Piton è riuscito in qualche modo a farti stare tranquilla.- ascoltai le sue parole e non feci più resistenza. Dopo mezz'ora la porta dell'infermeria si aprì ed entrò Severus. Appena lo vidi mi alzai dal lettino e gli andai incontro:-è Raptor!- esclamai. Lui si chinò su di me e mi chiese:-Raptor cosa?- sospirai e ripresi:-ti ricordi il volto che rideva che avevo visto da Hagrid?- lui annuì:-l'ho visto di nuovo, però questa volta ho cercato di vedere l'altro, ho visto il riflesso del volto di Raptor in uno specchio. Il volto di Voldemort è dietro la nuca di Raptor! Probabilmente è nascosto sotto il turbante.- il viso di Severus si fece serio:-ne sei sicura?- io annuii:-proprio quello che Silente temeva.- osservai il suo sguardo pensieroso:-che cosa sta succedendo? Perché sogno queste cose. Non centra niente con il mio passato!- esclamai esasperata. -mi dispiace, vorrei poterti rispondere, ma non ne ho la minima idea. Però so una cosa: in qualche modo anche se non trovi un collegamento centra con il tuo passato, anche se sono cose che non sono ancora avvenute perché vuol dire che tu le sai prima che succedano...è un indizio importante. Capito?- ci pensai un po' su e poi annuii. -ora sta qui e riposa. Non fare arrabbiare madama Chips come sospetto tu abbia già un po' fatto.- sorrisi e annuii di nuovo:-d'accordo. Starò zitta zitta e l'accontenterò... anche se preferirei tornare alla torre che stare qui.- lui mi appoggiò una mano sulla testa e sorridendo uscì chiudendosi la porta alle spalle. Dopo che la porta si è chiusa tornai al lettino sfiorandomi la testa dove poco prima si era posata la sua mano.

La cerca di Natale
Natale si stava avvicinando e noi passavamo gli ultimi giorni prima delle vacanze in biblioteca a cercare il fantomatico Nicolas Flamel con grande contrarietà di Hagrid a cui cercavamo sempre di cavargli informazioni dalla bocca ma senza successo.
La vigilia di Natale andai a letto pregustando i dolci che ci sarebbero stati il giorno dopo e programmando la dieta che poi avrei dovuto fare perché mi ero rimpinzata troppo.
La mattina mi svegliai trovando i regali ai piedi del letto.
Mi sedetti a gambe incrociate e aprii il primo, quello della Ele:-fantastica!- era una gonna a balze rossa a quadratoni che assomigliava molto al Kilt scozzese, vi era legata anche una catena. La misi da parte e aprii quella della Rita:-in coordinato?!- sussurrai divertita. Era un gilè di jeans molto scollato, misi anche quello insieme alla gonna e presi quello di mia madre:-ma si sono messe d'accordo?- infatti era una camicetta nera, piuttosto scollata, ma non troppo. -mi metterò questi allora oggi!- poi scartai quello di Hagrid che mi aveva intagliato un piccolo draghetto nero nel legno, quello di Hermione conteneva un libro molto raro di pozioni e una confezione di Cioccorane, quello di Ron un profumo al fiore d'ibisco, Harry un braccialetto con un cuoricino nero. Rimaneva solo un pacchettino, molto piccolo. Lo scartai e scoprii che conteneva un anello d'argento con un blasone, formato da una corona e un melograno, il cui sfondo era fatto di un cristallo nero quanto raro, insieme all'anello c'era una lettera. Riconobbi subito la scrittura di Severus:
questo anello viene tramandato da generazioni nella nostra famiglia, voglio che lo tenga tu. L'argento ti proteggerà dalle maledizioni, il mercurio dal ghiaccio e il cristallo nero da qualsiasi fuoco, potrai passare attraverso un muro di fuoco che ne usciresti senza un graffio. Tienilo sempre con te. Buon Natale! Sev.
Lo misi subito al dito:-grazie Severus! Spero ti piaccia il regalo che ti ho fatto io!- sorrisi, mi vestii e scesi per la colazione incontrando Harry e Ron insieme ai fratelli di quest'ultimo in sala comune che stavano scendendo anche loro per la colazione:-grazie per i regali ragazzi!- dissi dando un bacio sulla guancia ad entrambi. -ma figurati!- disse Harry mentre a Ron gli si arrossirono le orecchie:-bei vestiti!- disse. -oh, grazie! Me li hanno regalati le mie amiche e mia madre... ve ne ho parlato, vi ricordate?- loro annuirono:-forza, andiamo a mangiare! Non so voi ma sto morendo di fame!-
così scendemmo per la colazione mentre Harry mi raccontava del mantello dell'invisibilità.
Davanti all'ingresso dissi ai ragazzi di andare che li raggiungevo subito, mi avvicinai a Severus che stava arrivando dai sotterranei:-grazie per l'anello.- dissi mostrandoglielo:-mi piace molto.- lui accennò ad un sorriso:-grazie a te. Mi chiedo solo quanto c'abbia messo per trovare una cosa del genere... sono molto rare.- scrollai le spalle:-un po' di fortuna.-
passai la giornata a fare a palle di neve con i Weasley ed Harry e poi ci mettemmo a giocare a scacchi e a sparaschiocco. Alla sera eravamo tutti stanchi per fare qualsiasi cosa ed andai a letto nel dormitorio vuoto. Ero l'unica delle femmine del Grifondoro ad essere rimasta a scuola. Volevo spendere il tempo delle vacanze cercando informazioni sui miei genitori e sulla loro fine.

La mattina dopo Harry ci stava raccontando cosa era successo ieri notte. -fai molta attenzione Harry! Può essere pericoloso sia se ti scoprono fuori dal letto e sia lo specchio.- lui scrollò le spalle:-è solo uno specchio!- lo guardai scettica:-uno specchio che ritrae persone della tua famiglia... morte. Non mi sembra semplicemente uno specchio.- finita la colazione andai in biblioteca a cercare informazioni sulla mia famiglia, avevo solo un indizio: il mio nome. Omega Orvoloson Gaunt Riddle. Cercai nelle vecchie gazzette del profeta e trovai un certo Orvoloson Gaunt un discendente di Salazar Serpeverde con i suoi due figli: Merope ed Orfin e poi più niente, niente del mio cognome. Andai nella sala dei trofei e trovai tra le targhette il cognome Riddle. Era un ragazzo passato per quella scuola quasi cinquant'anni prima; era stato prefetto, caposcuola e aveva un premio per i servigi speciali resi alla scuola. “assomiglia molto a Percy Weasley, il fratello di Ron” cercai un'immagine del ragazzo ma non ne trovai neanche una. Chiesi a Percy se ne sapeva qualcosa ma lui era all'oscuro di tutto. La sera tornai a letto stanca e scoraggiata. La mattina ascoltai quello che dissero i ragazzi:-vi dico una cosa: non tornateci più!- le vacanze passarono molto velocemente e con essa fecero ritorno gli studenti e le lezioni.

Oblivion Obscuro Totalum
passarono le settimane ed io, insieme ai miei compagni ero quasi sempre in biblioteca a cercare informazioni su Nicolas Flamel, per fare i compiti e per scoprire qualcosa sulla mia famiglia senza scoprire niente di interessante. Ad un tratto quando tornai in sala comune Hermione mi fece segno di andare velocemente da loro e mi porse davanti un libro dicendomi di leggere. -l'avete trovato e non me lo dite! È sicuramente questa la cosa che protegge il cane. La pietra filosofale di Nicolas Flamel! Ne sono più che convinta.- annuii chiudendo di scatto il libro sorridendo. -e Piton sta cercando di rubarla!- aggiunse Harry. -su questo non ci giurerei, Harry.- dissi dandogli il libro con uno strattone un po' troppo forte.
E così arriva la seconda partita di Quidditch che io personalmente non avevo voglia di vedere, così mentre tutti si diressero al campo sgattaiolai in biblioteca. Mi accorsi subito che madama Pince non era li dentro e allora decisi di andare nella sezione proibita. Mi diressi silenziosamente nella sezione e cercai qualche informazione su quella strana magia di cui faceva uso Voldemort per entrare nel corpo di Raptor. Mentre cercavo nelle varie librerie trovai un libro che colpì la mia attenzione. Era un libro rilegato in cuoio nero con scritte rosso sangue sulla copertina, non sembrava neanche appartenere alla biblioteca. Lo aprii e andai all'indice per vedere di cosa parlava e subito vidi un incantesimo scritto dopo che fu pubblicato il libro, come se quella fosse stata un'invenzione del proprietario. Andai nelle ultime pagine bianche e sedendomi ad un lungo tavolo mi misi a leggere quelle poche pagine scritte con molta cura:
OBLIVION OBSCURO TOTALUM
questo incantesimo è una mescolanza di due incantesimi molto complessi: l'oblivion e un incantesimo del tempo sul corpo della persona.
In pratica questo incantesimo consente ad un mago oscuro con grandi capacità e forza di nascondere i ricordi di una vita passata e di far tornare allo stato di neonato una detta persona. La persona che subisce l'incantesimo cresce come tutti gli altri ma senza il ricordo di chi è veramente.
Ci sono due possibilità per ritrovare la memoria; la prima è far praticare al mago oscuro il contro incantesimo, il secondo è cercare di ritrovare i propri ricordi se naturalmente il soggetto è a conoscenza che nella sua mente albergano memorie della sua vera vita. Se tale persona riesce nell'intento la sua mente verrà riempita in pochi secondi delle informazioni tenute nascoste dal mago che ha praticato l'incantesimo e il suo corpo subirà le adeguate trasformazioni, riprenderà l'età che aveva quando è stato praticato l'incantesimo e verranno sprigionati i veri poteri di suddetta persona.
Il primo soggetto su cui ho praticato l'incantesimo è riuscito. È tornato ad essere un neonato senza ricordi di chi era prima, il secondo è ritornato neonato ma purtroppo è morto.
Devo presumere che questo incantesimo si possa praticare solo una volta nella vita.
Le parole dell'incantesimo sono le seguenti: suma alkair nerak tarkanet ablavktur kanest.
Il contro incantesimo non l'ho ancora trovato.
-maledizione!- dico in un sussurro furioso. Un rumore mi distrae all'istante, a quanto pare la partita è finita. Guardo l'orologio:-è durata solo cinque minuti!- metto il libro nella borsa e mi unisco agli studenti che rientravano come se avessi visto la partita insieme a loro. Quella sera a letto ripresi il libro e gli feci qualche semplice incantesimo per farlo sembrare un diario qualunque agli occhi di tutti tranne ai miei.

Cavaliere del tempo
nelle settimane seguenti notammo che Raptor diventava sempre più pallido e smunto, mentre Severus era sempre più di malumore. Ogni volta che passavamo dal corridoio del terzo piano controllavamo se Fuffi ringhiava ancora. Nel frattempo io leggevo tutte le sere il libro e imparavo nuovi ed interessanti incantesimi proibiti, non gli usavo ma potevano rivelarsi utili se usati al momento opportuno. Iniziammo a ripassare per gli esami finali dieci settimane prima. Fu una di quelle volte che seduta da sola, perché Ron era stato morso dal drago di Hagrid e Hermione ed Harry erano appena usciti per andare da Hagrid a prendere il drago per poterlo far sparire grazie a degli amici di Charlie, il fratello più grande di Ron, accanto alla finestra della torre che vidi qualcosa di strano aggirarsi nella torre di astronomia. Mi guardai intorno e siccome non vi era nessuno decisi di andare a dare un'occhiata. Aprii piano la finestra e raggiunsi volando la torre senza troppi problemi. Atterrai sul muretto senza fare rumore, la bacchetta in pugno. La luce della luna gettava ombre minacciose sul pavimento della torre. Osservai l'orizzonte e vidi per la prima volta un astro mai visto prima, neanche sentito parlare: una luna nera con riflessi rosso sangue. Un rumore alle mie spalle mi fece abbassare lo sguardo su un'armatura ma capii all'istante che quello era uno dei cavalieri del tempo di cui ci aveva parlato Ruf durante l'ultima lezione. Lui disse che non c'era modo di ferirli poiché erano fumo per qualsiasi magia e arma, ma io sapevo che qualcosa c'era. L'avevo letto in quel libro. Scesi dal muretto e concentrandomi alzai una mano davanti a me con il palmo verso il basso:- kalen staikat mainalprit atak!- declamai a gran voce.
Dopo di che sembrò che le ombre si riunissero sotto la mia mano aperta, si condensarono creando una lunga spada scozzese, chiamata Claymore, lunga più di me, fatta di cristallo nero, l'unico materiale con cui è possibile distruggere i cavalieri del tempo.
Fendetti l'aria davanti a me con questa e osservai il cavaliere che indietreggiò appena ma poi estrasse la sua spada e fece un inchino ironico prima di fare un affondo che io parai con la mia grande spada e roteandola riuscii a staccare un braccio di ombra al cavaliere. Questo svanì in fumo, il volto del cavaliere seminascosto dall'elmo era un ghigno di rabbia. Saltai sul muretto per evitare la sua spada. Feci un passo indietro e caddi dalla torre, ma atterrai in piedi. Il cavaliere atterrò di fronte a me. Non fece in tempo a toccare terra che prendendo la rincorsa gli tagliai la testa di netto. Mentre il corpo cadde a terra svanì nel fumo come il braccio poco prima. Un rumore alle mie spalle mi costrinse a voltarmi e a scansarmi. Un secondo cavaliere era di fronte a me che sogghignava trionfante. Non capii la sua espressione sul volto finché non sentii una fitta al braccio. La spada mi aveva procurato un taglio da cui usciva fumo di cui era composta la spada e sangue. Una ferita maledetta, difficile da curare. Strinsi la mano sull'elsa della spada e con rabbia mi scagliai contro il cavaliere colpendolo in pieno petto. Questo svanì in fumo con dipinto sul volto uno sguardo sbigottito e impaurito. Mi accasciai a terra tenendomi la mano sulla ferita. La spada rimpicciolì fino a diventare della grandezza di un ciondolo. La misi in tasca e tornai in sala comune passando sempre dalla finestra ancora aperta. Andai nel dormitorio e preso un fazzoletto di stoffa lo impregnai di acqua e lo legai sulla ferita, poi mi misi a dormire come se niente fosse. Poco dopo Hermione comparve nel dormitorio allora le chiesi:-ce l'avete fatta?- lei mi si avvicina con gli occhi in lacrime, annuì:-si, ma abbiamo fatto perdere a Grifondoro centocinquanta punti... ci hanno scoperto!- si diresse verso il suo letto senza darmi il tempo di risponderle.
La mattina seguente mi svegliai presto e per poco non svegliai l'intero dormitorio dal dolore che mi trafiggeva il braccio. Tolsi il fazzoletto pieno di sangue e mi alzai cercando di coprire le macchie di sangue sulle lenzuola. Lavai il fazzoletto con un po' d'acqua e poi me lo rilegai al braccio, mi vestii e scesi per la colazione. Quel giorno erano tutti arrabbiati con Harry, Hermione e Neville per badare a me e alla mia ferita, ma la cosa non mi disturbò, anzi meno le persone lo sapevano meglio era. Ci dirigemmo alle lezioni e io tenni la borsa sul braccio destro cercando di non sforzare troppo il sinistro. All'ultima lezione del pomeriggio però il dolore giunse al culmine ma neanche un gemito di dolore uscì dalla mia bocca. Appoggiai la mano del braccio sano sulla ferita e quando la tolsi era insanguinata. Mi tenni la ferita con la mano per evitare che qualcuno se ne accorgesse e misi gli ingredienti della pozione con la sinistra. -qualcosa che non va signorina Riddle?- mi chiese Severus. -no, niente professore.- risposi sollevando lo sguardo su di lui per poi tornare a guardare la pozione che stava bollendo nel calderone davanti a me. -dici di no ma quello che c'è sul tuo braccio è sangue.- disse avvicinandosi a me e spostandomi la mano insanguinata dalla ferita osservandola. -cosa è successo?- mi chiese stringendomi quasi dolorosamente il polso. -sono caduta e mi sono ferita con il pugnale d'argento.- dissi con lo sguardo vuoto puntato davanti a me, sul petto di Severus. Lui alzò un sopracciglio, ormai tutti stavano ascoltando quello che dicevamo noi. -spiegami perché non sei andata da madama Chips.- disse glaciale stringendo di più il mio polso:-mi sta facendo male professore.- sussurrai alzando il mio sguardo vuoto nei suoi occhi. Lui mollò la presa:-sei in punizione. Ti unirai alla punizione dei tuoi compagni che questa notte hanno deciso di farsi un giro per il castello.- disse ghignando volgendo lo sguardo su Harry. La campanella suonò. Iniziai a mettere i libri dentro la borsa quando Severus disse:-Riddle! Resta qui!- mi sedetti sullo sgabello aspettando che la classe si svuotasse e la porta si chiudesse. Severus si sedette di fronte a me:-cosa è successo veramente?- mi chiese più dolcemente di prima:-te l'ho detto sono caduta.- si alzò di scatto, mi prese il braccio ferito e mi sollevò la manica. Osservò a ferita:-questo non è un taglio! Omega!- la sua mano mi stringeva il braccio e il dolore mi fece annebbiare la vista ma mi accorsi lo stesso che la mano tremava ma non potei dire se di rabbia o di altro. Mollò la presa sul braccio con uno scatto rabbioso:-se non mi dici cosa è stato non posso aiutarti e tu moriresti dissanguata! Non basta un semplice incantesimo per curare questa ferita! OMEGA! Rispondimi!- il suo viso era a pochi centimetri dal mio ed ero costretta ad osservarlo negli occhi pieni di dolore e preoccupazione. Come se fossi ipnotizzata da quegli occhi gli risposi in un sussurro:-cavaliere del tempo. Avevo visto qualcosa di strano sulla torre di astronomia e...- non riuscii a continuare, le parole mi morivano in bocca. Non potevo rivelargli del libro che avevo preso dalla biblioteca. La sua rabbia fu placata quando udì il nome del cavaliere. -che ci fanno dei cavalieri del tempo ad Hogwarts? Chi li ha evocati? E per quale motivo?- si chiese mentre andava alla cattedra e prendeva la bacchetta. Tornò da me e pronunciò qualche parola in una lingua strana:-secum sihashal reshallam kashatesha!- la ferita si rimarginò sbuffando il fumo nero della spada maledetta del cavaliere. Appoggiò la bacchetta sul tavolo e si inginocchiò fino ad avere il volto poco sotto il mio:-scusami per prima, ero troppo preoccupato.- si alzò e mi dette un bacio sulla fronte:-vai o farai in ritardo alla lezione.- mi diressi alla porta quando lui mi richiamò:-naturalmente ti unirai lo stesso alla punizione dei tuoi compagni. La prossima volta che ti ferisci... vieni da me. Per favore.- mi voltai ad osservarlo ma lui era voltato di spalle e non potei osservarlo negli occhi:-d'accordo.- dissi solamente ed uscii dall'aula chiudendomi la porta alle spalle. Fuori trovai Harry, Ron ed Hermione che mi avevano aspettato.-che ti ha detto?- mi chiese Harry. Scossi la testa:-ha solo rimarginato la ferita.- dissi freddamente:-sarà meglio andare. O faremo tardi a lezione. Ah, a quanto pare vi farò compagnia durante la punizione.- cercai di sorridere per sdrammatizzare la situazione:-ti ha tolto dei punti?- mi chiese Ron. Io scossi la testa:-per fortuna no.- nell'aula Severus mise la mano in tasca tirando fuori una rosa nera del Sahara dalle capacità di guarigione sorprendenti. Una lacrima di dolore si infranse sul vetro che la proteggeva dal tempo.

La foresta proibita
la mattina seguente trovai un biglietto con scritta la punizione che mi spettava e alla sera alle undici insieme a Hermione, Harry e Neville andammo nella sala d'ingresso dove trovammo Gazza e Malfoy che ci stavano aspettando. Uscimmo fuori e ci dirigemmo verso la capanna di Hagrid:-adesso credo proprio che ci penserete due volte prima di violare di nuovo il...- sbuffai:-oh, stia zitto! Abbiamo già la punizione che ci farà imparare a stare alle regole! La smetta di farci la paternale lei!- dissi piena di rabbia. “ci manca solo che questo zotico di un Magonò ci faccia la ramanzina... Magonò? Che cos'è?- scrollai le spalle e guardai Gazza che mi stava fissando stringendo gli occhi e io gli feci una smorfia e quello si voltò verso la foresta. Ci unimmo ad Hagrid e poi entrammo nella foresta proibita. Ci dividemmo in due gruppi: Draco, Neville e Thor da una parte ed io, Harry, Hermione ed Hagrid da un'altra. Io seguii il gruppo osservandomi intorno, la bacchetta in una mano e il ciondolo della spada nell'altro. Ad un tratto Hagrid ci disse di nasconderci dietro ad un albero e sbirciando da dietro le sue fronde vidi un'ombra scura passare li vicino seguito dal rumore di un mantello sulle foglie secche. Poi l'ombra e il fruscio svanirono. Continuammo ad avanzare nella foresta e dopo aver incontrato un paio di centauri vedemmo delle scintille rosse, Hagrid corse verso il punto dove vi erano le scintille. I minuti passarono e poi spuntarono fuori Hagrid con il gruppetto alle calcagna. Draco aveva fatto uno scherzo a Neville e lui aveva sprizzato le scintille dalla paura allora Harry andò con Draco al posto di Neville. Ci eravamo separati solo da dieci minuti quando sentii la creatura di prima che si dirigeva nella stessa direzione di Harry allora la rincorsi senza badare agli urli di Hagrid. I miei sensi erano allerta, sembrava che si fossero risvegliati come sprazzi del mio passato, così all'improvviso. Velocemente raggiunsi la creatura ma non l'attaccai aspettai il momento giusto. Alzai davanti a me il braccio sinistro:-kalen staikat mainalprit atak.- sussurrai e come due notti prima comparve la spadona. La creatura si lanciò contro qualcosa di bianco che riconobbi all'istante per un unicorno morto. Iniziò a bere il suo sangue e in quel momento una voce dentro di me mi disse di attaccarlo adesso e con uno scatto felino mi lanciai contro di lui. La mia spada si conficcò nel terreno dove poco prima c'era la creatura che si era scansata appena in tempo per evitare il mio attacco. Mi passò davanti evitando i pezzi di terra che venivano scagliati fuori dalla forza della spada. La staccai dal terreno e sferzai di nuovo l'aria, la creatura aveva fatto un balzo e aveva evitato il mio affondo che avrebbe dovuto tagliarlo in due. In quel momento vidi Draco schizzare via insieme a Thor e Harry osservarmi. La creatura avvertì il mio attimo di disattenzione e mi scagliò contro una maledizione che fu attutita e risucchiata dall'anello che indossavo ma mi fece sbattere contro un albero. La spada tornò ciondolo nello stesso momento che la creatura si avvicinava ad Harry che iniziò ad indietreggiare barcollando per il dolore alla cicatrice:-Harry scappa!!- gridai io senza riuscire a muovermi di un solo passo. Ad un tratto un centauro comparve e scacciò via la figura col mantello. Quando quella se ne fu andata riuscii a rimettermi in piedi e ad avvicinarmi al ragazzo. -tutto bene?- gli chiesi e lui annuì:-bene, vado a chiamare Hagrid a dirgli che abbiamo trovato l'unicorno. Tu rimani qui, li porterò qui!- lui annuì di nuovo e io lo lasciai li insieme al centauro ma prima di andarmene gli urlai:-grazie mille Fiorenzo!-
alla sera al ritorno nella sala comune Harry ci spiegò quello che le aveva detto Fiorenzo:-perciò quella figura che abbiamo visto era Voldemort che sta aspettando il momento adeguato per rubare la pietra filosofale?- chiesi. Harry annuì mentre Ron disse per la centesima volta quella sera:-piantatela tutti e due di pronunciare quel nome!- andammo a letto esausti, che il cielo si stava rischiarando. Prima di entrare nel dormitorio chiesi un favore ad Harry:-ehi, riguardo alla spada, puoi per favore non farne parola con nessuno?- lui annuì sorridendo:-certo, non ti preoccupare!- sorrisi anche io:-grazie Harry!- appoggiai la mano sulla maniglia ma Harry mi fermò:-Omega, non so se lo sai ma quando sei comparsa avevi uno sguardo diverso, uno sguardo che poteva pietrificare chiunque.- lo osservai:-cosa c'era di diverso?- gli chiesi e lui mi rispose:-avevi le iridi rosse, rosse come il sangue, erano simili a quelli di un serpente.- il mio volto rimase impassibile ma in realtà stavo pensando al volto di Voldemort che vedevo molto spesso. Mi accorsi di essere stata per troppo tempo silenziosa allora gli risposi:-non ti preoccupare, mi succede quando mi arrabbio... non so perché! Buonanotte Harry!- mi chiusi la porta alle spalle.

La botola
gli esami iniziarono e andarono a mio parere tutti bene anche se non ero molto convinta su quello di storia della magia. Avevamo appena finito l'ultimo esame e decidemmo di andare in riva al lago nero per riposare un po', anche se era un po' impossibile con Harry che si preoccupava, ma una preoccupazione mi assaliva anche a me, ma non riuscivo a capire cosa fosse. Ad un tratto Harry si alzò. -ma dove vai?- gli chiese Ron in tono sonnacchioso. -mi è venuta in mente una cosa. Dobbiamo immediatamente andare a trovare Hagrid.- rispose Harry impallidito. Seguimmo il ragazzo che correva verso la capanna del guardiacaccia:-e perché?- chiese Hermione tutta ansimante mentre tentava di stare al passo con noi. -a voi non sembra un po' strano che la cosa che Hagrid più desidera al mondo sia un drago, e che per caso si presenti uno sconosciuto che per caso si ritrova con un uovo di drago in tasca? Quanta gente c'è che va in giro con un uovo di drago in tasca visto che è vietato dalla legge dei maghi? È stato fortunato ad incontrare Hagrid, non vi pare? Oh, ma perché non ci ho pensato prima?- un lampo d'improvvisa consapevolezza mi attraversò la testa:-Hai ragione!- dissi allungando il passo. -ma che cosa vi frulla per la testa?- ci chiese Ron, ma noi non rispondemmo. Arrivati Harry chiese al guardiacaccia di che cosa aveva parlato con lo sconosciuto che gli aveva dato il drago e se gli avesse mai accennato alla scuola:-può darsi- rispose:-si, mi aveva chiesto che mestiere facevo e io gli ho risposto che facevo il guardiacaccia qui... allora lui mi ha chiesto di che genere di creature mi occupavo. Io gliel'ho detto... e ho detto anche che avevo sempre desiderato un drago... poi... non ricordo tanto bene, perché quello non faceva altro che offrirmi da bere. Vediamo... si allora ha detto che lui aveva un uovo di drago e se lo volevo potevamo giocarcelo a carte... però dovevo promettergli che lo tenevo bene, non voleva che finisse chiuso in qualche casa... allora io gli ho detto che, dopo Fuffi, tenere un drago era la cosa più facile del mondo...- allora io gli chiesi:-sembrava interessato a Fuffi?-
-be, si... insomma, anche dalle parti di Hogwarts, non è che capiti spesso di incontrare un cane a tre teste no? Allora gli ho detto che Fuffi è buono come il pane, se uno sapeva calmarlo. Bastava un po' di musica e si addormentava come un angioletto... non ve lo dovevo dire! Dimenticate tutto! Ehi... dove state andando!- corremmo fino alla sala d'ingresso:-e adesso che si fa?- chiesi. -dobbiamo parlare con il professor Silente.- disse Harry. -qualcuno di voi sa dove si trova il suo ufficio?- chiesi e siccome nessuno aveva la minima idea di dove fosse avevamo l'intenzione di andare nel ufficio dei professori ma per nostra fortuna comparve la professoressa McGranitt con una pila di libri in braccio:-voi che cosa ci fate qui dentro?- chiese ed Hermione rispose coraggiosamente:-dobbiamo parlare con il professor Silente.- ma dopo la conversazione con la professoressa abbiamo scoperto che Silente non è scuola allora restammo li a chiederci cosa fare quando spuntò Severus che ci disse con il suo solito modo di andarcene fuori. Alla fine della giornata avevamo deciso di passare attraverso la botola. Quella sera eravamo tutti e quattro tesissimi, io rileggevo gli incantesimi sul libro trovato qualche settimana prima ed Hermione invece leggeva quelli della scuola. Harry e Ron stavano seduti sulle poltrone immersi nei loro pensieri. A mezzanotte quando anche l'ultimo studente è andato a letto iniziamo a prepararci:-il mantello è meglio se ce lo mettiamo qui ed essere sicuri che ci copra tutti e quattro...- tutti e tre.- lo corressi io:-io conosco un incantesimo.- dissi indicando il libro che avevo in mano. -cosa state facendo?- chiese una voce e da dietro una poltrona emerse Neville che dopo aver cercato di farlo andare a letto Hermione decise di usare l'incantesimo della pastoia total body. -bene. Andiamo- disse Harry dopo essersi scusato con Neville. -bratest icum paiakiattars jabell.- mormorai e subito sentii un formicolio lungo la schiena. -perfetto, non ti si vede.- disse Hermione e poi si buttarono il mantello addosso:-neanche voi.- dissi. -andiamo forza.- aggiunsi. Uscimmo e ci dirigemmo al terzo piano ed entrammo nella porta. Harry si mise a suonare il flauto e mentre Ron spostava la zampa del cane addormentato io mormoravo il contro incantesimo:-sen saia sii esei jabell.- e tornai visibile. Il primo a buttarsi nella botola fu Harry, poi Ron, io ed Hermione. Appena caduta mi accorsi che c'era qualcosa che non andava e cercai di prendere la bacchetta ma la pianta su cui eravamo atterrati mi aveva bloccato i polsi e aveva tappato la bocca. Poi tutto un tratto la luce e il calore scaturirono da una bacchetta accanto a me e la morsa in cui ero intrappolata si sciolse. -andiamocene subito da qui!- dissi scendendo dalla pianta seguita dagli altri. entrammo in una camera con migliaia di chiavi volanti e con un po' di fatica riuscimmo a prendere quella necessaria per aprire la porta. Appena oltrepassata emisi un gemito:-oh no! Una scacchiera.- per fortuna che avevamo un ottimo giocatore tra di noi. Prendemmo il posto di quattro pezzi neri e Ron cominciò a dirigere le mosse dei neri che si apprestavano ad obbedire silenziosamente. Ogniqualvolta perdevano un pezzo, i bianchi si dimostravano spietati, Ron schizzava da una parte all'altra della scacchiera mangiando tanti bianchi quanti erano i neri che avevamo perso. Finché Ron esclamò:-si... è l'unico modo... devo lasciarmi mangiare.- NO!- esclamammo in coro. Ma non c'era altro da fare. Ron fece la sua mossa e fu mangiato dalla regina e Harry si pose davanti al re che gettò ai suoi piedi la sua bianca corona. Corremmo fino ad arrivare in un'altra stanza dove c'era un troll morto, andammo ancora avanti e ci ritrovammo in una stanza con due archi al posto delle porte. Quella da dove eravamo entrati si riempì di fuoco viola, in quella che dovevamo superare invece il fuoco era nero. -qua c'è lo zampino di Piton.- fece Harry:-che cosa dobbiamo fare?- chiese ad Hermione che aveva preso un foglietto di pergamena e lo stava leggendo. Mi misi accanto a lei e gli detti una letta anche io:
davanti a voi è il pericolo, dietro la sicurezza
due tra di noi vi aiutano, usate la destrezza
una sola, di sette,vi lascerà avanzare
se un'altra ne berrete, vi farebbe arretrare
due son piene soltanto di nettare d'ortica
tre,assassine, si apprestano alla loro fatica.
Scegliete o resterete per sempre tra i supplizi.
Per aiutarvi a scegliere, vi diamo quattro indizi:
primo, seppur subdolamente il velen non si svela,
il vino delle ortiche alla sinistra cela;
secondo, differenti sono quelle agli estremi
ma per andare avanti rimangono problemi;
terzo, come vedete, non ve n'è una uguale
sol di nana e gigante il vin non è letale;
quarto, la seconda a dritta e la seconda a sinistra
sono gemelle al gusto, ma diverse alla vista.

Sorrisi appena:-si tratta di una sciarada di pozioni. Non mi potevo aspettare niente di diverso da Severus.- Harry aggrottò un sopracciglio. Dopo qualche minuto Hermione esclamò:-Ho capito! Quella più piccola ci farà attraversare il fuoco nero... per raggiungere la Pietra- e mi guardò in cerca di una conferma. Io annuii. -dentro ce n'è abbastanza da bere soltanto per uno di noi. Non è neanche un sorso.- mi avvicinai al fuoco nero:-io posso passarci anche senza bere quella.- dissi giocherellando con l'anello che mi aveva regalato Severus quel natale. Lui annui:-qual'è quella che ci farebbe passare attraverso il fuoco viola?- chiese Harry ed Hermione indicò la bottiglietta più panciuta. -bene, allora bevi tu da quella e tu Omega vai con lei! No, sta' a sentire... tornate indietro e andate a prendere Ron e dopo che siete usciti di qui mandate Edvige da Silente.- io scossi la testa:-mi dispiace Harry. Ma io vengo. Devo fare quattro chiacchiere con la persona che è dietro questo fuoco.- dissi seria e risoluta. Allora lui annuì:-d'accordo, ma tu Hermione vai da Ron!- bevve la pozione e attraversò incolume il fuoco viola, anche Harry bevve la pozione ed insieme entrammo nel fuoco nero. L'anello mi protesse dalle fiamme. Poi ci ritrovammo nell'ultima stanza. Dentro c'era già qualcuno... ma non era ne Severus ne Voldemort.
Blackadder ITC

Bugie e misteri
era Raptor:-te l'avevo detto- esclamai io mentre Harry diceva:-Lei!- Raptor sorrise:-io. Mi stavo proprio chiedendo se ti avrei incontrato qui Potter.- volse lo sguardo su di me:-signorina Riddle- disse in un inchino appena pronunciato. -sono venuta qui non per parlare con lei. Ma con Voldemort.- dissi seria e laconica. Lui sorrise un po' di più:-già, lo so.- -ma io pensavo... Piton...- disse Harry sconcertato. -chi, Severus? Si, Severus sembra proprio il tipo giusto, non è vero? È talmente utile averlo qui a svolazzare dappertutto come un pipistrello gigante! Con lui in giro, chi sospetterebbe mai del po-povero, ba-balbuziente p-professor Ra-Raptor?- annuii:-Severus mi aveva detto di stare attenta a te, ma non riuscivo a capire perché.- Harry non poteva credere alle proprie orecchie. -ma Piton ha tentato di uccidermi!- no, no, no! Sono stato io. La tua amica Granger mi ha urtato involontariamente quando è corsa ad appiccare fuoco a Piton, durante la partita a Quidditch. Con quello spintone ha interrotto il mio contatto visivo con te: ancora pochi secondi e sarei riuscito a disarcionarti dalla scopa. Anzi, ci sarei riuscito anche prima, se Piton non avesse continuato a borbottare controincantesimi nel tentativo di salvarti.- Harry era ancora più incredulo:-Piton cercava di salvarmi?- ma certo. Perché credi che abbia voluto arbitrare lui la tua seconda partita? Cercava di evitare che io ci riprovassi. Veramente buffo... non c'era bisogno che si desse tanta pena. Non avrei potuto fare niente comunque, con Silente che assisteva alla partita. Tutti gli altri insegnanti pensavano che Piton stesse cercando di ostacolare la vittoria del Grifondoro, lui si è reso veramente impopolare... e che gran perdita di tempo, visto che nonostante tutto, stanotte ti ammazzo.- scattai velocemente davanti ad Harry:-prima dovrai passare sul mio cadavere.- lui si fermò:-no, tu non devi morire, il mio signore non vuole... potresti aiutare molto tuo padre.- lo osservai attentamente:-tu sai chi è? Dimmelo.- lui scosse la testa e fece schioccare le dita. Dal nulla apparvero delle funi che mi scansarono da Harry e che si avvolsero strette intorno a lui. Mi rialzai e mi avventai contro di lui ma delle funi comparse dal nulla ai miei piedi mi bloccarono i movimenti delle braccia. -non ti voglio uccidere, per favore aspetta e vedrai.- sogghignai:-mi dispiace, odio aspettare! kalen staikat mainalprit atak!- nella mia mano chiusa comparve la spada e con un unico gesto spezzai le funi che mi tenevano legata e la puntai contro il volto del mago. -ora rispondi alla mia domanda!- lui scosse la testa e lanciò una maledizione che come la notte nella foresta venne attutita dall'anello. Rimasi bloccata contro una colonna. -mi dispiace. Ma è l'unica soluzione. Quando tutto sarà finito ti libererò!- lo osservai con rabbia e vidi il riflesso dei miei occhi nelle iridi di Raptor:-sei molto simile a tuo padre.- lui mi voltò le spalle e io gli urlai:-togliti il turbante! Fatti vedere per quello che sei realmente! O sei solo un vigliacco!- lui mi volse lo sguardo e sorrise:-molto simile a tuo padre...- sussurrò distratto e poi tornò a occuparsi dello specchio. Vidi la scritta che vi era sopra, non aveva senso, ma poi capii. La scritta diceva”non rifletto il volto ma il cuore”.
“ho la sensazione che sia questo lo specchio delle Brame di cui mi ha parlato Harry che rifletteva la famiglia di Harry e Ron si vedeva caposcuola con la coppa del Quidditch e capitano ella squadra. Mi chiedo che cosa diventerebbe se mi ci guardassi io.” Raptor, forse avendomi letto nella mente, mi liberò dall'incantesimo:-vieni, vieni a vedere cosa vedi tu. So che lo vorresti sapere.- lo osservai cercando di capire cosa avesse in mente e poi piano piano mi avvicinai fino ad arrivare davanti allo specchio. Raptor appoggiò le sue mani sulle mie spalle. Cercai di mantenere il sangue freddo e osservai dentro lo specchio. Questo mi rimandò la mia immagine in quel momento poi lo sfondo cambiò. Diventando la stanza del paiolo magico, io ero sdraiata e Severus era accanto a me che mi stringeva tra le braccia e mi baciava. Distolsi lo sguardo dallo specchio arrossendo. -non ti piace? Oppure è troppo bello per osservarlo per troppo tempo?- il mio viso tornò come prima:-nessuno dei due.- dissi e mi levai le sue mani con uno strattone. All'improvviso mi ritrovai sdraiata sul pavimento e Raptor era sopra di me e mi teneva bloccata a terra:-ti devo insegnare le buone maniere prima di andarmene con la pietra?- disse accarezzandomi la guancia. Il mio sguardo era vuoto, il mio corpo teso per difendermi. Sorrise appena e poi tornò ad osservare lo specchio. Lo sentii parlare con Harry ma le loro parole mi rimbombavano nelle orecchie senza nemmeno sentirle. Non mi accorsi neanche che Raptor si era tolto il turbante ed ora era Voldemort a parlare con Harry. Una strana sensazione che non riuscivo a capire mi agguantò tra le sue spire. Rimasi li sdraiata, occhi spalancati ma che non vedevano più, la mia mente era da un'altra parte, poi il buio calò opprimente sui miei occhi.

Quando riaprii gli occhi ero di nuovo in infermeria:-cosa è successo?- chiesi a Madama Chips che era appena entrata nel mio campo visivo:-non ne ho idea! Il professor Silente non mi ha voluto spiegare nulla, il professor Piton si occupa delle tue cure.- mi alzai a sedere:-Harry, come sta?- chiesi vedendo il ragazzo sdraiato accanto a me. -si rimetterà, ha bisogno di riposare.- la porta si aprì e comparve Severus con un calice fumante in mano:-ti prego dimmi che non è per me.- dissi quando si avvicinò a me con il calice. -invece si.- feci una smorfia ma presi lo stesso il calice e bevvi tutto d'un sorso il suo contenuto. -mi puoi dire cosa è successo? Mi ricordo che non potevo muovermi, non riuscivo a sentire niente e vedevo ma non vedevo realmente...- osservai Sev sedersi sul bordo del letto:-Raptor ha utilizzato un incantesimo oscuro inventato dal Signore Oscuro. All'apparenza sembravi morta. Quando Silente ti ha portato qui mi ha detto che eri morta ma quando sono entrato e ti ho vista mi sono subito accorto che eri ancora viva e praticai il controincantesimo.- la sua voce era piatta ma ogni tanto potevo cogliere un tremolio nella voce. -quanto ho dormito?- sorrise:-anche quando sei svenuta dormi veramente poco... è mezzogiorno. Silente vi è venuto a prendere alle due del mattino.- sorrisi anche io:-perché Raptor non voleva uccidermi. Ha detto che assomiglio molto a mio padre e che lo avrei aiutato molto... ma non riesco a capire perché.- Severus era spaesato:-non voleva ucciderti? Ne sei sicura?- io annuii:-sicurissima. Ha detto, testuali parole. “no, tu non devi morire, il mio signore non vuole... potresti aiutare molto tuo padre.” perché Voldemort non mi vuole morta, cosa vuole da me? E perché quando mi arrabbio il mio sguardo diviene come il suo. Esattamente come il suo. Occhi rossi dalle pupille verticali, simili a quelli di un serpente.- lui scosse la testa dispiaciuto e poi mi strinse a se:-mi dispiace, vorrei poterti rispondere, ma non ho le risposte che tu cerchi. Solo tu le possiedi e purtroppo le devi cercare da sola.- io annuisco:-già l'incantesimo. Ho scoperto.- come?- mi chiese:- ho trovato un libro nella biblioteca, penso che ce l'abbia messo proprio Raptor per farmelo capire.- mi allontanò un po' da se e disse:-a proposito. Quando Silente ti ha portato qui stringevi questo in mano. Cos'è?- estrasse la spada tornata ad essere un ciondolo e me la mine nella mano:-è un ciondolo che mi hanno regalato.- risposi osservandolo:-grazie per averlo custodito. Volevo chiederti una cosa, se puoi rispondermi. Chi è Tom Riddle?- mi osservò e poi scosse la testa:-non ne ho idea. Perché?- mi rigirai tra le mani la spada:-mi sa che un mio parente. Il suo secondo nome è Orvoloson e c'è un uomo che si chiama Orvoloson Gaunt che sarebbe il nonno di questo Tom... a quanto ho capito volevo avere una conferma...- scossi la testa sorridendo malinconica:-fa lo stesso.-
Severus appoggiò una mano sulla mia testa:-devo andare... stasera puoi venire in sala Grande a cenare.- annuii:-ok, grazie.- si alzò dirigendosi verso la porta:-ci vediamo...-

Alla sera vado a cena incontrando gli studenti che mi guardano in modo strano e parlottano tra di loro:-Omega!- qualcuno mi stava chiamando, mi voltai e vidi Hermione e Ron venirmi incontro:-come stai?- mi chiese Ron sbalordito:-bene. Voi?- Hermione si volta verso Ron:-visto?- poi si girò verso di me:-noi stiamo benissimo.- sorrise e mi abbracciò. Adesso io ero spaesata:-visto... cosa?- chiesi. -be, ecco. Eravamo venuti a trovarti e non respiravi... sembravi morta...- io annuii:-già, me l'hanno detto. Un incantesimo di Raptor che crea una morte apparente.- spiegai. Poi mi osservai intorno:-non è che tutti qua mi credevano morta?- chiesi. Hermione sospirò:- Ron ha esagerato. È stato lui senza volerlo a spargere la voce... ne stavamo parlando in sala comune e chi era li è andato a dirlo in giro...e sai come sono le voci di corridoio... ognuno se ne inventa una nuova sempre...- ascoltai stupefatta:-perciò sono diventata un fantasma... però sono solida e non sono trasparente- sorrisi:-potrebbe essere divertente. Andiamo?- il mio sorriso contagiò anche i due ragazzi con cui stavo parlando e annuendo andammo in sala grande stipata di persone. Prima di iniziare a mangiare Silente si alzò e disse:-prima di iniziare volevo mettere in chiaro una voce che si è aggirata per la scuola. La signorina che è seduta là al tavolo dei Grifondoro non è morta. Era sotto l'effetto di un potente incantesimo proibito che causa una morte apparente. Detto questo, buon appetito a tutti.- e si sedette iniziando a mangiare. La serata passò così tra una portata e l'altra fino al dessert. Finita la cena andammo nei nostri dormitori quando la porta della sala d'ingresso pieno di studenti e professori si spalancò ed entrò un'intera schiera di cavalieri del tempo. Silente comparve all'istante davanti agli studenti con la bacchetta in pugno creando uno scudo provvisorio per fare in modo che gli studenti potessero mettersi in salvo. I Serpeverde si diressero subito nei sotterranei seguiti dagli altri studenti delle altre case che andarono nei loro dormitori. L'ultima fu Grifondoro, lo scudo cedette e i cavalieri iniziarono ad entrare nel castello:-correte ragazzi!- urlai a Ron ed Hermione sopra il frastuono creato dagli studenti che scappavano da una parte all'altra. Presi la spada e mormorato l'incantesimo mi avventai su un cavaliere facendolo svanire in una voluta di fumo. Senza aspettare iniziai a menar stoccate a destra e a manca tra lo stupore di tutti. Con un affondo nel ventre di un altro cavaliere crepai il muro della sala. Mi voltai di scatto e staccai una testa fatta di ombre. Ero circondata dal fumo e non vidi in tempo un cavaliere che stava abbassando la sua spada sulla mia testa. Alzai lo sguardo appena in tempo per vedere una spada a doppia lama nera come la mia frapporsi tra me e la spada del cavaliere. Mi voltai per vedere a chi apparteneva quella spada e incontrai lo sguardo vuoto e freddo di Severus. Ma questo successe in pochi secondi perché anche questo cavaliere finì in fumo. Severus con un colpo secco fece scorrere all'indietro la sua spada e la lama andò a conficcarsi nello stomaco di fumo di un altro cavaliere. Subito ci trovammo circondati dai cavalieri. Noi eravamo schiena contro schiena. -non me l'avevi detto che quando hai incontrato i cavalieri hai fatto apparire la spada.- disse Severus. Arrossii un po':-non sapevo se fosse una cosa buona o no... allora ho deciso di stare zitta.- cercai di spiegare. -lasciamo le spiegazioni a più tardi... ora cerchiamo di far tornare questi esseri da dove sono venuti.- iniziammo a lottare ormai la sala era piena di fumo nero, quasi impossibile vedere ma noi continuammo a far sparire quelle creature. Vi erano ancora una decina di cavalieri quando caddi a terra esausta. Il petto che si alzava e abbassava velocemente, il sudore mi imperlava il volto e i capelli mi si erano appiccicati sul viso. Severus venne subito da me:-Omega! Resisti, ti prego... sono troppi, non posso farcela da solo.- nel frattempo fece sparire un altro cavaliere. Cercai di alzarmi ma ricaddi e la spada tornò piccola. Ero senza forze, non sarei nemmeno riuscita a sollevare la spada, enorme. Successe in un istante: dal portone intravidi la luna nera risplendere della sua luce su di me attraversando i cavalieri fino a ridarmi nuova energia. Severus che era circondato cercava di venire verso di me, ma non riuscì a bloccare la spada del cavaliere del tempo che si abbatté sulla Claymore che ci stava materializzando davanti a me. Disarmai questo e lo infilzai con la spada poi mi rialzai e descrissi un ampio arco con la spada e i restanti cavalieri svanirono. I miei occhi sotto l'influenza della luna nera erano diventati d'argento. Appena la luna sparì dalla mia vista tornarono neri come sempre. Rimisi il ciondolo nella tasca e mi sedetti con la schiena contro il muro sentendo i muscoli urlare la loro protesta per il troppo sforzo. Notai che anche Severus, che si era seduto accanto a me, era stanco morto, fece sparire la sua spada e se la mise al collo grazie ad una catenina che aveva attaccato al manico.
Per fortuna quella serata finì bene e passarono alcuni giorni. Corvonero vinse la partita di Quidditch che era senza cacciatore e alla fine per fortuna Harry si risvegliò. Andammo a trovarlo e ci spiegò per filo e per segno quello che era successo e che io non ho potuto sentire perché ero sotto l'effetto di quello strano incantesimo. E così arrivò il banchetto di fine anno. Quella mattina avevo ricevuto la conferma da parte di Silente che mi permetteva di restare ad Hogwarts per le vacanze estive.
Alla fine il professor Silente fece un regalo di fine anno alla nostra casa e vincemmo la coppa delle case. La mattina seguente stavano tutti portando le valige di sotto per partire.
-ciao ragazzi. Ci vediamo il prossimo anno. Fate i bravi- salutai abbracciando Harry e gli altri due. Ron sorride imbarazzato mentre Harry ed Hermione ricambiarono sorridendo divertiti e tristi all'idea di separarci. Il treno partì, lo vidi sfrecciare veloce nella campagna scozzese dalla torre di astronomia insieme a Severus.
FINE PRIMO ANNO

ho dovuto metterlo qui perchè tutto non me ce lo mette... a quanto pare c'è un massimo di caratteri!

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CAPITOLO 1: VACANZE ESTIVE
Era passato solo un mese dall'inizio delle vacanze; continuai a studiare con Severus e fare i compiti che ci erano stati assegnati e cercare informazioni sulla mia famiglia. Fu in una di quelle ore che, mentre ero sdraiata sul tappeto dell'ufficio di Severus con gli occhi chiusi per farli riposare dalla troppa lettura, che sentii un famigliare frullo d'ali fuori dalla porta e poi un verso gracchiante. Mi misi a sedere e Severus, seduto sulla sua scrivania con un libro in mano, prese la bacchetta e aprì la porta da cui entrò il mio corvo che mi fece cadere sulle gambe una lettera di Hermione. L'aprii e la lessi. Dalla scrittura sembrava preoccupata e difatti appena finito di leggere mi alzai in piedi tanto di scatto che ricaddi stesa sul tappeto con la testa tra le mani. Severus alzò gli occhi dal libro per puntarli su di me:- piano, altrimenti fai crollare tutto il castello!- poi sorridendo si alzò e mi si avvicinò:-tutto bene?- mi chiese aiutandomi ad alzarmi. Annuii con la testa un po' annebbiata:-si, mi sono solo alzata troppo in fretta.- sorrisi facendo la linguetta. Lui sospirò e prese la lettera curioso:-vediamo cosa ha rischiato di farci schiacciare dalle mura del castello.- disse lui ghignando:-EHI! Molla l'osso!- dissi aggrappandomi alle sue spalle e allungando le mani per prendere il pezzo di pergamena:-non sono un cane... e questo non mi sembra un osso!- gli detti un pugno divertito sulla spalla:-non si legge la corrispondenza di altri! A proposito!- mi calmai tanto che Severus smise di girare per la stanza fermandosi proprio al centro con me sulle spalle:-mi puoi accompagnare a Privet Drive?- chiesi. Severus si irrigidì a quella richiesta:-e perché?- sospirai scendendo dalle sue spalle:-leggi la lettera. Sono preoccupata... conoscendo gli zii di Harry si sono inventati qualcosa!- Severus lesse la lettera:
cara Omega, ho paura che abbiamo un piccolo problema con Harry. Se gli hai mandato anche te delle lettere immagino che non ti abbia risposto così come ha fatto con me e Ron. Be, noi temiamo che gli sia successo qualcosa. Tu che sei ad Hogwarts sai qualcosa più di noi? Ti prego facci sapere. Hermione.
Vidi Severus sospirare:-possiamo andarci ma, dobbiamo cercare di non avvicinarci troppo alla casa. Vediamo se Potter è ancora vivo o se lo stanno torturando e poi ce ne torniamo via. D'accordo?- annuii sorridendo e allungando la mano:-affare fatto!- lui con un mezzo sorriso rispose alla stretta e allora gli detti un bacio sulla guancia:-grazie Sev.- poi sorrisi innocentemente:-scoperto qualcosa di interessante su quei libri?- chiesi. Severus si prese la radice del naso tra indice e pollice e scosse la testa. Sospirai e mi lasciai cadere sulla poltrona:-uffa! Possibile che questo Tom Riddle sia stato dimenticato così in fretta! Dopotutto a ricevuto un encomio speciale per i servigi resi alla scuola! Qualcosa deve aver pur fatto...- Severus si sedette sul bracciolo della poltrona pensieroso:-quando l'ha ricevuto questo encomio?- mi chiede. Faccio due calcoli mentalmente e gli rispondo:-circa cinquant'anni fa.- lui si alzò di scatto:-cinquanta? Forse...- mi alzai anche io:-cosa? Ti prego dimmelo!! ti prego... ti prego... ti prego...- faccio la faccina da bambina piccola che chiede di comprargli un gelato. Lui sorride e mi appoggia una mano sulla testa:-cinquant'anni fa è stata aperta la camera dei segreti.- il mio sguardo si fece dubbioso:-cos'è?- Severus si sedette alla scrivania:-sai che secoli fa Serpeverde se ne andò da questo castello perché aveva delle controversie con gli altri fondatori, no?- io annuii e lui continuò:-si dice che prima di andarsene creò, di nascosto dagli altri fondatori, una stanza nota come camera dei segreti. Quando se ne andò lui la sigillò in modo che solo il suo vero erede avrebbe potuto aprirla e rivelare gli orrori che essa racchiude ed epurare la scuola da tutti coloro che secondo Serpeverde erano indegni di studiare la magia. I figli di babbani.- io spalancai gli occhi:-vuoi dire che è stato Serpeverde ha dare vita a questa discriminazione sui babbani?- chiesi scioccata. Severus annuì. Incrociai le braccia pensierosa:-dunque cinquant'anni fa la camera è stata aperta e Riddle ha ricevuto un encomio speciale sicuramente per aver trovato il colpevole ma... c'è una cosa che non mi quadra.- Severus inarcò un sopracciglio:-cosa?-
-Riddle è parente dei Gaunt... giusto?- Severus annuì:-sembrerebbe di si e allora?- iniziai a girovagare per la stanza mentre Severus mi seguiva con lo sguardo:-Omega, stai ferma altrimenti ti lancio un pietrificus! Mi stai facendo girare la testa- non potei che sorridere e allora mi sedetti sulla sedia di fronte a quella di Severus:-i Gaunt, ho letto sono gli ultimi discendenti di Salazar Serpeverde. Quindi come mai un Serpeverde modello come lui la cui famiglia è discendente di Salazar che avranno sicuramente il pregiudizio del loro antenato avrebbe dovuto catturare l'erede? Sai per caso chi fu arrestato?- chiesi.
-no, ma so che Hagrid fu espulso quell'anno... ma ti assicuro che Hagrid non avrebbe mai potuto aprire la camera.- io annuii:-per non parlare che lui è un Grifondoro e non una Serpe.- aggiunsi.
-Serpe?- annuii:-diminutivo! Serpi, Corvi, Grifoni e i tassi!- sospirò tra il divertito e l'esasperato.
-e smettila antipatico... anzi no anfipatico!- dissi sorridendo. Lui mi guardò riducendo gli occhi a fessure. -oh-oh-!!- mi alzai e corsi fuori dal suo ufficio seguita subito da Severus sorridendo. Scappai nel parco e tra le risate Severus mi acciuffò. Ci sdraiammo in riva al lago continuando a parlare di un po' di tutto finché non giunse Silente che si stava avviando al suo ufficio leggendo una lettera del ministero:-Albus, cos'è?- chiede Severus alzandosi a sedere sull'erba fresca.
Lui alzò lo sguardo dal foglio:-oh, Severus, Omega! Questa è l'ammonizione che è arrivata ieri sera ad Harry per aver praticato un incantesimo di librazione... anche se sospetto che ci sia qualcosa che non...- mi lanciai contro Severus:-ti prego andiamo a veder cosa è successo! La cosa non mi piace e quando non mi piace... non mi piace.- Severus voltò la testa ad osservarmi e vide il mio volto preoccupato. Annuì e io lo strinsi forte:-Grazie!- e così salutando appena il preside andammo ai confini della scuola e ci smaterializzammo in Privet Drive, in un buio viottolo.
Quando fummo arrivati davanti alla casa di Harry notai che in una finestra vi erano delle sbarre e una lucina accesa, il resto della casa era immobile, probabilmente erano tutti a dormire visto l'orario. Mi avvicinai e preso un sassolino lo feci sbattere contro la finestra e poco dopo spuntò Harry:-Omega! Che ci fai qui!- mi sussurrò lui:-sono venuta a vedere perché non rispondevi alle lettere e sapere perché hai fatto una magia!- sussurrai io in risposta:-non sono stato io! È stato un elfo domestico di nome Dobby! E non ho potuto rispondere perché Edvige è rinchiusa come me qui dentro!- una luce si accese accanto a quella di Harry. -Omega, dobbiamo andare!- mi disse la voce di Severus alle spalle coperto nell'ombra. Io annuii:-devo andare, ma non ti preoccupare tornerai ad Hogwarts!- non potei aggiungere altro che Severus mi prese il braccio e ci smaterializzammo nello stesso momento nella quale una donna si affacciò alla finestra osservando la strada deserta.
-maledetti! Come possono rinchiudere un bambino e una civetta in un posto del genere?! È un'ingiustizia!- Severus sorrise triste:-ce ne sono parecchie Omega!- sospirai, chissà perché la voce di Severus riusciva sempre a calmarmi quando ero arrabbiata, era meglio di una bevanda della pace.
Dicemmo a Silente quello che era successo ma lui non poteva fare niente almeno per il momento e mi rassegnai ai fatti ma mandai un gufo a Ron ed Hermione per spiegare cosa era successo ad Harry e Ron mi rispose che lui e i suoi fratelli avevano un'idea in testa e che forse avrebbero potuto liberare Harry. Con questa rassicurazione continuai a cercare informazioni che giunsero a qualcosa solo il giorno del mio compleanno.

CAPITOLO 2: THE STRANGE SLYTHERIN'S RING
arrivò un gufo reale con un piccolo pacchettino quadrato incartato in carta regalo verde smeraldo con un nastrino grigio, in perfetto stile serpeverde. Lo presi timorosa:-non è che è un pacco bomba?- chiesi toccando appena il pacchettino con la forchetta:-una che?- mi chiese Severus e la professoressa Burbage intervenne:- ordigno confezionato racchiudendo la polvere esplosiva in un imballo di carta; produce effetti rumorosi ma non distruttivi.- spalancai gli occhi:-non distruttivi! Se fosse una bomba mi farebbe di sicuro esplodere il cervello!- esclamai. Severus prese la bacchetta e praticò un incantesimo per assicurarsi che non sia pericolosa:-è a posto. Non dovremmo farci un bagno per toglierci di dosso il tuo cervello.- disse ghignando. Feci la linguaccia:-sei veramente cattivo quando ti ci metti!- dissi facendo il broncio e prendendo il pacchettino iniziando a scartarlo.
La scatolina conteneva uno strano anello d'argento molto grosso su cui era rappresentato un serpente sotto una corona con uno sfondo nero. Mi accorsi che si apriva e perciò tentai di aprirla per vedere cosa conteneva ma non ci riuscii:-da, provo io- mi disse Severus mentre mi porgeva un pezzo di pergamena:-intanto leggi questo.- annuii e lessi dopo aver dato l'anello a Severus.
Questo anello l'ha creato tuo padre apposta per te, solo tu puoi aprirlo. Quando ci riuscirai capirai chi sei realmente. Ti do un consiglio: osserva attentamente il blasone inciso sopra e capirai come aprirlo, almeno credo...
un amico di tuo padre.
Lessi due volte quel pezzo di pergamena per riuscire a comprendere pienamente il suo contenuto. Porsi la mano col palmo rivolto verso l'alto a Severus che vi mise sopra l'anello.
Me lo rigirai tra le mani cercando di capire e poi osservando attentamente il serpente mi venne in mente Tom Riddle e della camera dei segreti e non so cosa me lo fece fare ma appoggiai le labbra sull'anello e mormorai:-apriti.- sentii Severus trattenere rumorosamente il fiato come preoccupato anche se non riuscivo a capire il perché.
Un TACK mi disse che l'anello si era aperto.
Lo allontanai da me aprendolo. Quello che vidi dentro era immenso. Era come osservare l'universo attraverso un telescopio molto potente, le stelle sembravano correre veloci nello sfondo blu notte dello spazio fino a diventare una luce accecante che mi fece rivoltare gli occhi quasi fin dentro la testa.
Sentivo degli strani rumori di voci concitate e preoccupate ma tutto questo passò in secondo piano perché subito furono sopraffatte da altri suoni insieme a immagini in veloce sequenza, alcune che non riuscii a capire bene e altre tra cui una bambina tra le braccia di una coppia, la scuola, compagni differenti, ora ero più grande, una ventina di anni e partecipavo a riunioni segrete con uomini in maschera, incontri notturni con vari di quegli uomini, prima uno biondo, poi un altro che pareva russo e poi con mia profonda sorpresa Severus. Impossibile non riconoscerlo.
Ma che ci faceva Severus con quegli uomini tutti mascherati come se fosse una strana setta?
Poi un uomo. Anche se l'ultima volta che lo avevo visto non era del tutto umano, potevo riconoscerlo tra mille: Voldemort.
Mi aveva appena dato una missione: uccidere i Prewett insieme a Severus e altri due mangiamorte che erano in quella stanza. Mi voltai verso di loro: erano gli stessi dei ricordi precedenti con cui avevo passato delle notti nel letto. Poi vidi la scena di Voldemort che si preparava a praticare un incantesimo. Quando mi fece segno di avvicinarmi lo feci inchinandomi a lui.
Sentii le parole che mormorava, le riconobbi subito:-NOOOOOOOO!- esclamai e d'un tratto tornai in me. Ero inginocchiata per terra lo sguardo febbrile le mani e le spalle tremanti, l'anello era per terra ancora aperto ma rivolto da un'altra parte. -Omega!- solo in quel momento mi accorsi di Severus chino su di me preoccupato. Mi tornarono in mente le cose viste, quei momenti tornarono a galla con prepotenza infinita. Mi allontanai un poco e cercai di parlare:-tra le immagini confuse ho riconosciuto un ragazzo, era insieme a lei in una strana circostanza... era Tom Orvoloson Riddle.- dissi osservando Silente che appena sentii questo nome si rabbuiò:-le sa chi è. Me lo dica.- lui mi osservò pensando poi guardò Severus preoccupato. Cercai di alzarmi ma le mie gambe non mi reggevano allora Severus mi aiutò e mi sorresse:-la prego. Ho bisogno di sapere chi è.- lui sospira:-era uno studente molto dotato figlio di una strega e un babbano, cresciuto in un orfanotrofio babbano. Non ha mai conosciuto i genitori perché la madre è morta poco dopo che è nato e il padre gli ha abbandonati prima che nascesse. Prefetto, caposcuola. Aveva tutte le qualità per diventare tutto quello che voleva.- rispose. Io scossi la testa:-c'è dell'altro! Cosa c'entra Riddle con i Gaunt e Voldemort!- esclamai ma in quel momento mi venne in mente un cosa:-un momento...- presi la bacchetta dalla tasca e la agitai in aria formando delle parole. Ormai le gambe non mi tremavano più e mi reggevo in piedi perfettamente presa dall'euforia di aver capito qualcosa ma nella speranza di sbagliarmi. Avevo scritto tre parole per aria: TOM ORVOLOSON RIDDLE.
Agitai la bacchetta e le lettere presero un'altra forma creando un anagramma. Quello che vidi mi fece cadere la bacchetta per terra. Scossi la testa:-no, non è possibile.- in quell'istante riuscii a collegare tutte le scene che l'anello mi sveva fatto vedere. Mi voltai verso Silente il qualche annuì con gravità:-no! Mi rifiuto di credere che.. che...! Voldemort non può essere mio padre!- urlai quasi con le lacrime agli occhi. Severus si avvicinò a me ma Silente lo fermò deciso con uno sguardo duro e severo che nessuno gli ha mai visto:-temo proprio di si.- sentii la voce di Silente, calma e terribile. Come una lama rovente conficcata nel mio petto.
Poi un dolore acuto mi trapassò il cervello mandandomi la mente in panne. Sentii le gambe cedermi e le forze lasciarmi. Mi si chiusero gli occhi e scivolai per terra svenuta.
-Omega!- Severus si avvicinò a me ma quando vide che il mio corpo stava cambiando fece un passo indietro.

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